Chiuso per ferie

Domani parto per le vacanze. E meno male perchè altri due giorni di lavoro e finivo in qualche trafiletto di cronaca nera del Messaggero. Se un computer collegato ad Internet incrocerà, per caso, la mia strada, far? qualche comparsata sul blog. Altrimenti ci si scrive tra due settimane. Haloa!

Most Art Sucks!

Mi ci sono imbattuta per caso un po’ di tempo fa e l’ho subito amata. Si tratta di Coagula, la rivista d’arte più politically scorrect del pianeta. Hanno pubblicato anche una raccolta delle loro chicche più velenose in un libro che si chiama Most Art Sucks. Ne trovate degli estratti in italiano qui.

Assolutamente mitiche le istant-biographies:

Andy Warhol

Lui vive con la mamma, va alle feste dei drogatelli, gli sparano.

Robert Rauschenberg

Lui fa l’artista, si ubriaca, vive di rendita.

Do you speak camomilla?

Non voglio scrivere l’ennesimo post sulle parole chiave assurde inserite nei motori di ricerca e ritrovate nelle statistiche del proprio sito. Si sa che il divertimento è assicurato (qualcuno è finito qui sperando di trovare ragazze nude nel fango, fabbriche di tovaglioli da bar, imbianchini e massaggiatrici…).

Quello di cui voglio parlare è una cosa un po’ diversa. Ho scoperto che c’è (tanta) gente che fa ai motori di ricerca delle vere e proprie domande. Come se parlasse con una persona. Anzi peggio. Come se parlasse con uno STRANIERO. Faccio degli esempi:

“maurizio vanni critico d’arte suo sito”

“professione vacanze quando in onda?”

“Costacurta laureato?”

Mi ricordano tanto mia mamma. Fu memorabile quando, cercando di istruire la nuova domestica rumena dei miei nonni (appena arrivata e assolutamente digiuna di italiano) sul contenuto della dispensa, le diceva urlando e sillabando: “QUE-STA CA-MO-MIL-LA”. E allo sguardo interrogativo di lei si sforzava di essere più chiara: “CA-MO-MIL-LA!!! CALMANTE, SEDATIVO!!!”

Non è ironico? NO!

La diatriba è un po’ vecchia, ma mi è tornata in mente ieri sera mentre assistevo, un po’ annoiata, al concerto di Alanis Morrissette a Piazza del Popolo. Una delle sue canzoni più carucce, Ironic, ha un testo assurdo. La cantante canadese sfodera una sfilza di esempi di presunte situazioni “ironiche”. Peccato che non ce ne sia UNA a cui possa essere applicato il concetto. Forse l’unica vera ironia è questa…

“la pioggia il giorno del tuo matrimonio”, “una mosca nello chardonnay” e “un ingorgo stradale quando già sei in ritardo” sono secondo Alanis situazioni ironiche…Io, personalmente, l’ho sempre chiamata SFIGA.

Inizialmente ho pensato che ci fosse qualche tipo di scarto nell’uso che facciamo noi italiani della parola “ironico” e l’uso anglossassone. Invece no, perchè la Rete è piena di contestazioni dettagliate (e spesso divertenti) del testo della canzone, tra cui quella di un emerito professore inglese di letteratura. Ne trovate un paio qui e qui.

Osservazione sul concerto: I due schermi giganti che erano allestiti ai lati del palco, invece di limitarsi a rimandare le immagini del concerto ad uso e consumo di chi era troppo lontano per vedere, sono stati monopolizzati da un tecnico video in vena di sperimentazioni. Il tizio ci ha fatto sorbire per oltre un’ora un mixaggio video scandaloso, che non si vedeva dai tempi di Discoring. Un marasma di solarizzazioni, croma-key, colori acidi e spartizioni dello schermo in riquadri. E la faccia della Morrissette mixata con tavole di Leonardo da Vinci, paesaggi urbani, filmini in super8 di bimbetti sul prato…perfino quadri di Mondrian…