La prima è un film. Anzi, scusate, una cinepittura. Si tratta di un lungometraggio realizzato interamente riprendento pigmenti liquidi che si librano nell’aria. Le riprese sono poi state montate con abbondante postproduzione, ma l’effetto è decisamente riuscito, almeno a giudicare delle immagini e dal filmatino demo di OÏO. L’unica cosa che mi chiedo è se sia possibile sopportare una cosa del genere per 90 minuti (tale è la durata del DVD)…

La seconda cosa di nome OIO, richiamata alla mia mente da una leggiadra assonanza, è il miglior ristorante di cucina romana della città: “Da Oio a casa mia“. Piatto (vivamente) consigliato: tagliolini cacio e pepe.

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3 Comments

  1. Roldano De Persio says: 30/08/2005 • 19:41:00

    Però a parte gli scherzi ajo oio e peperoncino. Avessimo qui gente che fa prova a fare cose del genere.
    Il clip mi è piaciuto.

  2. Valentina says: 30/08/2005 • 21:42:00

    l'esperimento è interessante, senza dubbio

  3. francescop says: 31/08/2005 • 01:29:00

    Vi segnalo video interessanti – ed un po' più coinvolgenti emotivamente – tra quelli del quinto Media That Matters Film Festival: http://mediarights.org/bm/library.php?i=1

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