Faccio cose, vedo gente, organizzo eventi

Sentita stasera durante una cena: “Lui prima lavorava in un’azienda figa, ora si è messo in proprio e organizza i suoi eventi

Una collezione di chicche del genere è anche qui. Gentilmente offerta da Il Deboscio – La Milano che parviene.

Ma la perla assoluta è QUI. Leggere per credere….

La meravigliosa vita dei laureati in lettere

Luciano mi ha comunicato l’esistenza di questo libro. E Giulio ne fornisce un gustoso estratto:

Rino si rendeva conto di far pena. Un laureato in lettere disoccupato è una vista che spezza il cuore ai sassi. Un laureato in lettere disoccupato è uno che ha preso l’autostrada della vita, ha seguito per sbaglio dei cartelli di lavori in corso e adesso non sa più come rimettersi in corsia. Niente al mondo è più inutile di un laureato in lettere disoccupato. Un asteroide caduto fuori dalla sua galassia ha più motivo di esistere di un laureato in lettere disoccupato. Un neutrino che vive per un miliardesimo di secondo porta più contributi all’universo di un laureato in lettere disoccupato. Una mutazione genetica sterile è più soddisfatta del suo ruolo nell’evoluzione della specie di quanto non lo sia un laureato in lettere disoccupato. Per questo a Rino non dispiaceva l’idea di vivere per una settimana nel palazzo di Renato […] dove tutti i laureati in lettere avevano un lavoro. Era come traghettare l’Acheronte al contrario ed essere riammesso tra i vivi…

Alessandro Carrera, La meravigliosa vita dei laureati in lettere, Sellerio 2002

Antipasto all’Antipasto

Weekend all’insegna dell’arte contemporanea con l’ormai rituale Arte all’Arte, manifestazione che, negli intenti, dovrebbe fondere arte, paesaggio, architettura, enogastronomia e chi più ne ha più ne metta. Ne ho vista solo metà quest’anno e mi sono pure annoiata. Qua le cose sono due: o il panorama artistico contemporaneo (almeno in Italia) si sta ammosciando paurosamente, oppure io mi sto scoglionando. Ai posteri l’ardua sentenza.

In compenso però sabato sera sono stata alla Sagra dell’antipasto (sic!) alle porte di Siena, e poi a S.Gusmè, dove ogni anno festeggiano un personaggio chiamato Luca Cava…capito o’ ggioco di parole? (vedi foto). Incredibile ma vero…

Si accettano proposte

Attenzione: sto per fare un uso iper-personale e molto scorretto di questo spazio.

Mettete il caso che: io scrivo per una testata giornalistica per oltre un anno; non mi pagano (nonostante le ripetute promesse); la redazione mi tratta pure male; io decido a malincuore di abbandonare il progetto. Poi vedo il giornale in edicola, lo sfoglio e scopro che nella mia ex-rubrica c’è un articolo di una tizia che è un plagio/maldestra scopiazzatura di un mio articolo di oltre tre anni fa (pure bruttarello devo dire…).

Ecco, io adesso vorrei da tutte le persone che leggeranno questo post suggerimenti su possibili meccanismi di: ritorsione, rappresaglia, venedetta, sabotaggio et similia.

Sono tutta orecchi.

Blog.art?

Riporto un articolo che ho scritto su Random perchè penso che possa interessare i bloggaroli.

Il fenomeno dei blog non sembra destinato ad arrestarsi. E accanto ai più consueti siti testuali, tra i quali spiccano anche esperimenti letterari, sono da tempo comparsi anche molti esemplari di photo-blog e drawing blog, dove i post sono composti di sole immagini. Ma l’uso creativo della piattaforma di pubblicazione più diffusa della Rete è andato oltre. E dopo la net.art si ipotizza la blog.art. Secondo Christina Ray, fondatrice del sito Blog.art, (naturalmente un blog anch’esso) quest’ultima sarebbe “un’opera d’arte che utilizza il sistema di personal publishing dei blog come mezzo di espressione. Non dei blog sull’arte, ma il blog come arte”.

I progetti presenti finora sono solo cinque (tra cui un blog muto, uno basato sugli acronimi, e uno che sperimenta con Moveble Type) ma il sito è aperto a tutti coloro che vogliano segnalare la propria opera.

glowlab.blogs.com/blogart

Tormentone della settimana #3

Stavolta per fortuna mi gira in testa un bel pezzo. Si tratta di Seven Nation Army, degli White Stripes . Il bellissimo video che accompagna la canzone ha vinto agli ultimi mtv videomusic awards solo un misero “best editing”. La canzone è bella tesa e monotona -praticamente solo un riff- cioè la mia canzone ideale. Niente schema strofa-ritornello-strofa-bridge etc…

dal testo

I’m gonna fight ’em off

A seven nation army couldn’t hold me back

They’re gonna rip it off

Taking their time right behind my back

And I’m talking to myself at night

Because I can’t forget

Back and forth through my mind

Behind a cigarette

And the message coming from my eyes

Says leave it alone

notizie e curiosità

I due componenti del gruppo hanno accettato di partecipare a South Park in versione cartoni animati. Purtroppo pare che l’episodio non si vedrà in Italia.

Learning to Love PowerPoint

Un articolo che ho letto tempo fa su Wired definiva Power Point il male assoluto. Un po’ esagerato, ma con qualche verità, tutto sommato. Oggi scopro che David Byrne sta per pubblicare un libro e un dvd in cui raccoglie opere fatte con il coattissimo programma Microsoft. In questo articolo spiega anche come ha imparato ad “amare Power Point”. E mi sembra che i risultati siano molto interessanti. Un’altra conferma che il medium non è il messaggio? Oppure che il messaggio trasforma il medium? Oppure è solo ora che me ne vada a letto?

Ogni tanto riemerge

La Spiral Jetty è di proprietà del Diacenter for Arts di New York, ma se ne sta sul fondo del Grande Lago Salato dello Utah. E’ fatta di roccia nera, cristalli di sale e terra. E’ lunga 450 m e larga 4,50 m. E’ lì dal 1970. Quando Robert Smithson ce la piazzò. Da allora, ogni tanto riemerge. Quando l’acqua del lago è più bassa, in genere tra ottobre e novembre. Non so se ci andrò mai, ma la mappa per raggiungerla me la sono salvata…