Non è ironico? NO!

La diatriba è un po’ vecchia, ma mi è tornata in mente ieri sera mentre assistevo, un po’ annoiata, al concerto di Alanis Morrissette a Piazza del Popolo. Una delle sue canzoni più carucce, Ironic, ha un testo assurdo. La cantante canadese sfodera una sfilza di esempi di presunte situazioni “ironiche”. Peccato che non ce ne sia UNA a cui possa essere applicato il concetto. Forse l’unica vera ironia è questa…

“la pioggia il giorno del tuo matrimonio”, “una mosca nello chardonnay” e “un ingorgo stradale quando già sei in ritardo” sono secondo Alanis situazioni ironiche…Io, personalmente, l’ho sempre chiamata SFIGA.

Inizialmente ho pensato che ci fosse qualche tipo di scarto nell’uso che facciamo noi italiani della parola “ironico” e l’uso anglossassone. Invece no, perchè la Rete è piena di contestazioni dettagliate (e spesso divertenti) del testo della canzone, tra cui quella di un emerito professore inglese di letteratura. Ne trovate un paio qui e qui.

Osservazione sul concerto: I due schermi giganti che erano allestiti ai lati del palco, invece di limitarsi a rimandare le immagini del concerto ad uso e consumo di chi era troppo lontano per vedere, sono stati monopolizzati da un tecnico video in vena di sperimentazioni. Il tizio ci ha fatto sorbire per oltre un’ora un mixaggio video scandaloso, che non si vedeva dai tempi di Discoring. Un marasma di solarizzazioni, croma-key, colori acidi e spartizioni dello schermo in riquadri. E la faccia della Morrissette mixata con tavole di Leonardo da Vinci, paesaggi urbani, filmini in super8 di bimbetti sul prato…perfino quadri di Mondrian…

Il villaggio del turista

A me l’Estate Romana è sempre piaciuta. La città si popola di bancarelle, stand e standini, palchi, baretti, cinema all’aperto e spettacolini. Ieri sera sono andata al Tourist’s Village, sul lungotevere all’altezza di Castel Sant’Angelo. Nella location storica del TeverExpo, che negli anni scorsi dilettava i romani con stand di artigianato peruviano, automobili, tritaaffettasminuzza (con tanto di dimostrazione live), cristalloterapia e proloco di paeselli laziali. Quest’anno invece c’è il “villaggio del turista” che allinea sul fiume: spettacolino di cabaret, bisteccheria, piscinetta, campetti da tennis-calcio-basket, stand di motonautica e…la sezione di moda dell’istituto superiore A.Diaz…

Ma il clou della manifestazione sono gli spettacoli. Purtroppo venerdi mi sono persa Sabina Stilo, ma per fortuna non ho mancato Gegia Antonaci. L’attrice pugliese si è prodotta in uno show strambo e malinconico. Rievocando tutte le sue piccole parti in filmetti e sitcom, mostrando diapositive che la ritraevano in compagnia di personaggi famosi, producendosi in improbabili battute sui guai della notorietà. Infine ha mostrato la sua partecipazione a Mai dire gol con “Gianni, Giovanni e Giacomo” (sic!). Per i più giovani. Quelli che sono troppo piccoli per ricordarsi Professione Vacanze, memorabile telefilm con Jerry Calà nei panni di un capovillaggio playboy. Featuring Gegia, of course.

Fuga da La Sapienza

Ieri sera, dopo una giornata massacrante di lavoro, sono letteralmente fuggita. Me ne sono andata al mare dai miei, dove posso dormire, cazzeggiare, andare in bicicletta, prendere il sole e soprattutto passare una 30ina di ore off line. Caldo e zanzare a parte sembra che la fuga infrasettimanale mi abbia fatto bene. Sono cos? rilassata che mi addormento ovunque. Zzzzz…..

Geek Power


Non solo ora torno su Think Geek e me la compro. Ma la adotto come look ufficiale in tutti gli appelli di Informatica in Facoltà da oggi per gli anni a venire. Nei secoli dei secoli. Amen.

Tormentone della settimana #2

Devo aver sentito troppa radio negli ultimi dieci giorni, date le migliaia di km percorsi in macchina. Mi sono sorbita tutta la heavy rotation dei singoli in uscita.

Non so come ho fatto, ma con uno sforzo di concentrazione estremo sono riuscita a liberarmi dal ritornello di Bonito di Jarabe de Palo (che è praticamente Depende ma con un nuovo testo).

Invece sono stata tutto il weekend a canticchiare:

Fiori d’arancio, Carmen Consoli (2003)

ritornello

Ricordo il giorno del mio matrimonio,

l’abito bianco di seta ed organza,

nessuno sposo impaziente all’altare,

soltanto un prete in vistoso imbarazzo.

note e curiosità

La mia migliore amica (quella storica del liceo) sta per sposarsi e io so già che piangerò assai alla cerimonia. Mi sono sempre commossa davanti ai riti nuziali, perfino quando guardavo Scene da un matrimonio di Mengacci su Retequattro…

Blog, basta la parola?

Se qualcuno per caso si fosse domandato: “ma questa che fine ha fatto?”, faccio un saltino nel mio blog per rassicurarlo. Non sono affogata in laguna, non mi ha stroncato un’insolazione, non ho (ancora) deciso di cambiare mestiere. Anche se dopo sti 4 giorni di Biennale erano i tre eventi con maggiore probabilità di avverarsi.

Giusto per farsi un’idea di com’era la situazione potete leggere questo articolo che abbiamo scritto oggi.

Per rimanere in tema Biennale, ho trovato su Noemalab questo comunicato.

“Il 12 Giugno 2003 avrà inizio il primo progetto di Blog sull’arte ideato e curato da Lorenzo Miglioli per La Biennale di Venezia. Una forma di storytelling elettronico con cui lo ASAC – l’archivo storico dell’arte contemporanea lancia una ricerca sul digitale come possibile nuova forma di arte. Il progetto avrà come titolo BLOGWORK – the network is the artwork e sarà a tutti gli effetti un blog che racconterà nella sua prima fase dal 12 Giugno proseguendo il 13 e il 14 Giugno ciò che accadrà in tempo reale a Biennale.”

Non mi esprimo in merito per il semplice motivo che io sto blog non l’ho mica trovato. Esiste? Oppure davvero oggi sito si dice “blog”? Se qualcuno ne avesse notizia me lo facesse sapere. Hasta la vista.

p.s nella foto l’opera di Maurizio Cattelan in Biennale

Ce lo meritiamo?

Sono a Venezia causa Biennale, tre giorni di preview per la stampa. Ora: fanno 40 gradi, l’umidità ci ammazza, i ristoranti chiudono alle 9, i prezzi sono esorbitanti, in tutta la Biennale non c’è una toilette, siamo stati a 4-5 inaugurazioni e non c’hanno offerto manco le classiche “du noccioline”…Comincio a pensare ad un castigo divino per il frivolo mondo dell’arte, forse è la solo prima piaga?