
Quelle smozzicate, quelle spuntate, quelle con la gomma dietro e quelle che non si temperano più. Quelle gialle e nere, quelle colorate, quelle acquarellabili, quelle con la mina. E poi sculture di grafite, palazzi a forma di matita, blocchetti, foglietti, temperini e gomma pane. Siete pronti per la Pencil revolution?
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Ultima parte del resoconto diviso in aree tematiche di Ars Electronica 2005. Sorprendete affollamento di pupazzi, robottini, creaturine reali e virtuali. Nella sezione dedicata all’animazione meritano una segnalazione le rane di pezza (vicine parenti di Kermit) del video francese Overtime, omaggio al papà dei Muppets Jim Henson. L’animazione racconta di un gruppo di rane fantoccio che, di fronte alla morte del proprio creatore, non sanno inizialmente darsi una spiegazione e cercano di continuare la vita ...
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L’affascinante pittura di Lorenza Boisi, in mostra dal 15 settembre presso la Galleria Federico Luger di Milano. Una figurazione semplice, ma densa di suggestioni, uno stile pittorico essenziale e costruttivo. Un mondo immaginario, fatto di mito, simbolo e sogno.
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Ricordate l’iPod de legno? Arrivano dalla Russia delle fantastiche foto di interi computer (case, monitor, mouse) fatti di legno. Perfettamente funzionanti. I portatili con il case proveniente da ex-cassette di vino siciliano (li costruisce l’italiano asbesto) invece sono stati ribattezzati “legnatili“. Per chi volesse risparmiare mantenendo un look aristocratico può farsi aerografare un normale pc con la texture preferita.
[via boing boing]
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Robin Sloan e Matt Thompson sono gli autori di un filmato flash intitolato EPIC 2014(c’è anche un update per il 2015). Un’affascinante e terrorizzante distopia per il futuro dei media. In 8 minuti. Si parte da Ginevra nel 1989 con Tim Berners Lee e si finisce nel 2015 con EPIC. Passando per GoogleGrid e Googlezon…Qui c’è una traduzione in italiano del testo recitato.
[via newsgrist]
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Ovvero le installazioni che richiedono abilità atletiche e sudore. Ho apprezzato il grande tapiroulant da cardiopalma di Marnix de Nijs, soprattutto per il titolo, un garbata esortazione per lo spettatore: Run Motherfucker Run… Non me la sono sentita di provarlo, ma ho assistito alla performance di un impavido ragazzetto giapponese che ha affrontato l’infernale congegno addirittura scalzo. Piuttosto antipatica invece Jumping Rope, dove il gioco è quello classico della corda, ma visto che quest’ultima è ...
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Allora, visto che raccontare tutto in ordine cronologico sarebbe un’impresa titanica, segnalerò alcune delle cose viste ad Ars Electronica procedendo per temi. Cominciamo dalla parte zoofila. La palma per il progetto più discutibile dell’anno se lo aggiudica Cockroach Controlled Mobile Robot #2, un robot letteralmente “guidato” da uno scarafaggio ENORME. Non ho obiezioni animaliste da fare (pare che quel tipo di insetto sia a suo agio in spazi ristretti e che non senta dolore), ma ...
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Thundercut è un artista di strada che interviene sugli omini luminosi dei semafori. Non fa altro che applicare curiosi adesivi che li “vestono” senza coprire la luce. E qualche volta re-interpreta anche la mano, trasformando un innocuo ALT in un bel paio di corna.Sempre in tema di segnali stradali, vale la pena di guardare anche le animazioni di Scott Garner, la collezione di finti cartelli PANOS e le smorfie del nostrano Pino Boresta.
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Tra le tante cose viste a Linz (che posterò nei prossimi giorni) c’è questo bellissimo video. Si chiama “La Migration Bigoudenn” e gli autori sono tre studenti della Gobelins visual School di Parigi. In cima ad una scogliera della Bretagna un gruppo di vecchine in abiti tradizionali si incontra per un rito misterioso. Protagonista assoluta una crêpe…
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Sono in partenza per Linz dove sta per cominciare il festival Ars Electronica. Il tema di quest’anno, ben esemplificato dal manifesto di Daniel Lee, è Hybrid – living in paradox. Resoconti e impressioni al mio ritorno. Qui, intanto, una wikilist sul tema.
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La prima è un film. Anzi, scusate, una cinepittura. Si tratta di un lungometraggio realizzato interamente riprendento pigmenti liquidi che si librano nell’aria. Le riprese sono poi state montate con abbondante postproduzione, ma l’effetto è decisamente riuscito, almeno a giudicare delle immagini e dal filmatino demo di OÏO. L’unica cosa che mi chiedo è se sia possibile sopportare una cosa del genere per 90 minuti (tale è la durata del DVD)…
La seconda cosa di nome ...
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