
Ancora un post per la Biennale di Venezia. Poi prometto che cambio argomento. Volevo segnalare le tre cose che mi sono piaciute di più. Non dei capolavori, ma rarissimi guizzi di ironia e intelligenza in una biennale soft e politically correct. Talmente composta da (quasi) far rimpiangere il caos di due anni fa. Organizzata, quasi sempre ben allestita, ariosa e rilassante. Pure troppo.A svegliarci dal torpore, entrando nel padiglione tedesco, ci pensa Tino Seghal, che ...
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Sono stata allo Stadio Olimpico a vedere i R.E.M. venerdi scorso (snobbando con molta nonchalance e orgoglio pop il vernissage della Biennale). Mi è rimasta in testa questa strofa, che si accorda in dissonanza con il mio stato d’animo.
they claim to walk unafraidI’ll be clumsy instead
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Si aggirava per la Biennale di Venezia durante la giornata di domenica. Attrezzato con computer, macchine fotografiche, palmari, guanti e visori. Con tanto di I-pod Shuffle al collo. In una Biennale così poco tecnologica come questa ci stava come i cavoli a merenda. E ci è piaciuto un sacco.
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La nuova campagna pubblicitaria Nike si rifà ai presunti segni “alieni” lasciati nei campi di grano. Hanno fatto tre giganti impronte nelle campagne di Roma, Milano e Cerignola.Il concept? Camminare con le loro scarpe è come camminare sul prato, a piedi nudi…una condizione “naturale”. E’ un po’ come la pubblicità della Simmenthal, dove cercano di spacciare il più conservato dei cibi conservati per una roba sana e genuina, piatto forte di mamme e mogliettine…
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Già si sente. L’aria si fa più afosa, le persone più indaffarate, le e-mail piene di “ci vediamo a venezia”. Sta per inaugurare la Biennale. Ci aspettano i consueti giorni di maratona tra padiglioni affollati, buffet invasi, party esclusivi(sti), inaugurazioni ogni 10/15 minuti.Io parto sabato mattina, nonostante mi riprometta ogni volta di andare “con calma ad ottobre, quando fa fresco” (lo diciamo tutti prima o poi). Ma per chi rimane a casa quest’anno ci sono ...
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Sapete distiguere un’opera d’arte da un oggetto qualsiasi? Mettetevi alla prova qui
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Nel mondo del lavoro c’è un vizio inverecondo, soprattutto nel campo in cui lavoro io, fatto tutto di public relation e paraculation. Quello di far perdere tempo al prossimo con appuntamenti senza senso (telefonici e non) e coversazioni inutili. Una sorta di ossessione da contatto. La fissazione è conoscere tutti, stabilire contatti con tutti. Insomma rompere le scatole alla gente per poi non avere assolutamente niente da dire. Non lo so se è una cosa ...
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Probabilmente era un incontro inevitabile. La francese Orlan, regina incontrastata degli innesti corporali (si fa tagliuzzare e manipolare da decenni), reciterà nel prossimo film di David Cronenberg, intitolato Painkillers. Se in Crash il piacere proibito veniva dagli scontri automobilistici, che fondevano traumaticamente carne e metallo, stavolta il desiderio si stimola guardando operazioni chirurgiche in diretta. Proprio quello che faceva Orlan anni addietro. Facendosi operare da medici travestiti in vario modo (anche da conigli) mentre declamava ...
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E’ on line il nuovo numero di Miss Marple. La vecchina questo mese parla di Audience!. Pubblico, spettatori e fruitori (che brutta parola). Mi piacerebbe ricevere impressioni e opinioni.
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Nonostante la mia storica avversione per questo tipo di catene, cedo e rispondo.
# Peso dei files musicali nel mio disco esterno: Circa 15 GB# L’ultimo CD che ho comprato: Velvet, 10 motivi# Canzone che sto ascoltando ora: Travis, Baby one more time#Cinque canzoni che ascolto spesso: Gary Jules, Mad World / Starsailor, Four to the Floor / The Pixies, Where is my mind / Blur, Parklife / Talk Talk, It’s my life# Cinque a cui ...
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Lui si chiama Julian Opie, è a Roma con una piccola deliziosa mostra alla Galleria Valentina Bonomo al Portico d’Ottavia (fino al 15 luglio). Dice delle sue opere: volevo fondere ritrattistica e segnaletica stradale. E secondo me è riuscito nella disperata impresa…
Nelle foto i suoi ritratti dei Blur e la brillante parodia Blair (da www.qwghlm.co.uk)
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