Archive for tag: art

L’anno scorso il party di inaugurazione della mostra estiva del Forum austriaco di cultura era stato un tripudio di birra e wurstel. Quest’anno invece il buffet è stato molto spartano, in compenso l’alcol ha scorso a fiumi. Le sollecitazioni culinarie venivano da una bizzarra installazione posta in un angolo del giardino. Degli umidificatori ad ultrasuoni della Chicco diffondevano essenza di cioccolato fondente, ingrediente di copertura della mai troppo celebrata Sachertorte. Cattiveria delle cattiverie, della torta ...

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Il prossimo numero di Adbusters ruoterà intorno alla domanda: “L’arte può ancora cambiare il mondo?”. E’ possibile esprimere le proprie opinioni (le più interessanti verranno pubblicate) scrivendole in un form qui. Per ispirarvi, tra una risposta e l’altra, qualche pillola di saggezza. Tipo:
“Art without spirituality is cynical, manipulative, commercial and consumer oriented, ego centered, competitive, tired, afraid to die because it has not lived, fame seeking, exclusive, elitist, expensive, anthropocentric, and self-serving — just like ...

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Ancora un post per la Biennale di Venezia. Poi prometto che cambio argomento. Volevo segnalare le tre cose che mi sono piaciute di più. Non dei capolavori, ma rarissimi guizzi di ironia e intelligenza in una biennale soft e politically correct. Talmente composta da (quasi) far rimpiangere il caos di due anni fa. Organizzata, quasi sempre ben allestita, ariosa e rilassante. Pure troppo.A svegliarci dal torpore, entrando nel padiglione tedesco, ci pensa Tino Seghal, che ...

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Sapete distiguere un’opera d’arte da un oggetto qualsiasi? Mettetevi alla prova qui

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Probabilmente era un incontro inevitabile. La francese Orlan, regina incontrastata degli innesti corporali (si fa tagliuzzare e manipolare da decenni), reciterà nel prossimo film di David Cronenberg, intitolato Painkillers. Se in Crash il piacere proibito veniva dagli scontri automobilistici, che fondevano traumaticamente carne e metallo, stavolta il desiderio si stimola guardando operazioni chirurgiche in diretta. Proprio quello che faceva Orlan anni addietro. Facendosi operare da medici travestiti in vario modo (anche da conigli) mentre declamava ...

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Lui si chiama Julian Opie, è a Roma con una piccola deliziosa mostra alla Galleria Valentina Bonomo al Portico d’Ottavia (fino al 15 luglio). Dice delle sue opere: volevo fondere ritrattistica e segnaletica stradale. E secondo me è riuscito nella disperata impresa…
Nelle foto i suoi ritratti dei Blur e la brillante parodia Blair (da www.qwghlm.co.uk)

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Lo scorso weekend sono stata in Maremma per l’inaugurazione di QuattroVenti, manifestazione che si propone di coniugare arte, territorio, tradizioni, gastronomia, artigianato e quant’altro.Il tema di quest’anno è la “sedia” come simbolo di ospitalità. Manciano, Montemerano, Saturnia e molti altri comuni sono stati invasi da una serie di sculture a forma di seggiola. Tra sedie, troni, panchine e sedione (quasi tutte enormi) spiccava per ironia e sfrontatezza la sedia di plastica di Piero Golia, mezza ...

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Anche se fare una conferenza sui blog di questi tempi non sembra poi così originale, questa serie di incontri a cura di Rhizome mi sembra molto interessante. Esplorano il rapporto tra i blog e l’arte. E’ un argomento che mi piacerebbe approfondire. Intanto la conferenza è domani:
Blogging and the Arts – 17 maggio, New Museum, NY
*** Rhizome.org Director of Technology Francis Hwang will lead a panel discussion on Blogging and the Arts. This panel, the ...

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Anche quest’anno un salto a MiArt. Come da tradizione. La fiera moscia e piatta, tranne qualche guizzo qua e là. Molto bella invece la mostra di Steve McQueen nel patinatissimo spazio della Fondazione Prada. Che, nonostante l’omonimia con l’attore americano (che pare abbia causato una bizzarra affluenza di giornalisti convinti di trovare una mostra su mister vita spericolata) pare sia uno scorbutico omone di colore inglese. Affascinante anche l’installazione mangereccia (una casa di pane sbocconcellata ...

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Si chiama Abbracciami stretto e l’autrice è la svedese Anna Jahnsson.

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Nel bellissimo libro di interviste a Damien Hirst, appena uscito per la postmediabooks (leggetelo!), l’artista inglese parla ad un certo punto del suo collega Marc Quinn e della sua opera più famosa: un calco della sua testa fatto del suo stesso sangue congelato (nove pinte). Dice “sembra sempre che stia sul punto di sciogliersi, poi non lo fa mai. come il sorbetto.”
Veramente è dall’estate di due anni fa che circola la voce del suo scioglimento, ...

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