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Archive for tag: installation

Le opere di Martha Sue Harris raccontano di una natura ambigua, tenera e cattiva, in bilico sul confine tra sogno e incubo. Piante antropomorfe dallo sguardo perfido e la consistenza soffice; animali rosa confetto con i denti aguzzi. E strane radici mutanti…

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Sono circa 8 anni che Adam Horowitz lavora al suo Stonefridge, utilizzando decine di frigoriferi usati. Il monumento (o forse sarebbe meglio dire l’anti-monumento) è a Santa Fe, nel Nuovo Messico. Un photo set di Flickr mostra però come l’opera, ancora non finita, sia in stato di degrado e soggetta a vandalismi. Qui c’è un articolo che racconta il progetto e qui una visione dall’alto di Googlesightseeing.
[via placebokatz]

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Ancora una volta, il ricamo. Che con discrezione, metodo e snobismo continua a dominare la scena dell’arte contemporanea internazionale. Ne avevamo già parlato qualche tempo fa. Stavolta segnalo il lavoro di Hildur Bjarnadottir. Soprattutto le sue inquietanti rivisitazioni dell’oggetto più demodè e malinconico che ci sia: il centrino…
[via winter sleep]

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Bansky colpisce ancora. L’artista di strada più originale e sorprendente degli ultimi anni si aggira, come Jack Lo Squartatore, per le strade di Londra. E stavolta si è macchiato di un orrendo delitto…
[via ektopia]

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Una grata, in un luogo qualsiasi. E una scritta fatta di tazze di plastica: You are beautiful. Che si trasforma con il passare dei giorni, e delle persone. Che muovono le tazze nella griglia come pixel su un display.
[via delicious]

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L’artista californiano Richard Jackson intrattiene uno strano rapporto con gli animali. E le sue installazioni sono un mix di pop e sgocciolamenti informali…

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Il cinese Wang Qingsong ha realizzato una vetrina per Selfridges, a Londra. L’installazione si chiama Follow Me. Quando si dice seguire le mode…
[via daily times]

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Ieri sera ha aperto al MACRO di Roma la mostra di Leandro Elrich, giovane e promettente artista argentino. Le opere? “Un ascensore che non sale e non scende, una piscina in cui non si può nuotare, uno specchio che non riflette, una tromba delle scale visibile solo frontalmente, luci che filtrano al di sotto di una porta che si apre invece su una stanza buia.” Le ultime due citate sono visibili nella mostra romana, che ...

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Loro si chiamano Atrium Project (Riccardo Arena e Claudia Dallagiovanna). Realizzano video, installazioni e ceramiche. Queste ultime, in particolare sono geniali. Tutta da spulciare la galleria sul loro sito (fate attenzione ai titoli).
Nella foto: Premere qui per aprire un’immagine .jpg dell’ultimo uomo che rimarrà sulla terra, maiolica dipinta a mano, 10×10 cm

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Tornando alle cose viste a New York, vale la pena di segnalare i lavori del canadese Brian Jungen, esposti al New Museum. Due le opere che mi hanno colpito. Gli enormi scheletri di cetaceo fatti con le sedie di plastica (quelle da giardino proprio) e le maschere cerimoniali degli Indiani Dàne-Zaa costruite con le scarpe da ginnastica (Nike Air Jordan, nello specifico). Una strana commistione, specie in queste ultime, tra cultura pop e antichi rituali…

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L’artista cinese Yin Xiuzhen è l’autrice di Portable Cities. L’opera è composta da 6 valigie contenenti i modelli in miniatura di altrettante città. Palazzi, strade e ponti sono fatti con vecchi vestiti e altri materiali riciclati trovati dall’artista per le strade di ognuno dei centri urbani rappresentati. Nella valigia di New York City, che risale al 2003, ci sono due bellissime torri gemelle trasparenti fatte in un materiale che sembra organza.
[via greg.org]

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Lui si chiama Mark Hosking ed è inglese. Nelle sue opere semplici oggetti d’uso quotidiano si trasformano completamente, diventando bizzarri macchinari che servono scopi non propriamente utili. Oppure trasfigurandosi in altri oggetti, con nuove, imprevedibili funzioni.La sua opera più famosa si chiama Shivavespa (foto). La raggiera di specchietti retrovisori serve da pannello solare per produrre calore diretto ad una pentola. Diventando così una macchina per cucinare. In Airbag-Growbag invece, un airbag esploso in un incidente ...

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Elizabeth Hickok ha ricostruito la città di San Francisco con della gelatina colorata. San Francisco in Jell-O è cupa, iridescente, magica. Con le case translucide e un po’ sbieche, le cupole mosce, il malinconico ponte con le lucette di Natale…
[via boing boing]

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Michael Elmgreen e Ingar Dragset sono una coppia di artisti scandinavi residenti a Berlino. Le loro installazioni sono visioni materializzate. In Italia li avevamo visti nel 2003, quando avevano fatto sbucare dal pavimento della Galleria Vittorio Emanuele a Milano, come uscita da una galleria turistica sotterranea, una macchina (la Uno bianca) con tanto di roulotte al seguito. Una decina di giorni fa, invece, hanno fatto comparire, come portato da un tornado, un negozietto Prada in ...

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A Napoli, i Coniglioviola hanno costruito un grande roditore rosa gonfiabile in cui amoreggiare (e fare vjing). Nel frattempo, in Piemonte, ad Artesina, i Gelatin hanno piazzato (già dall’8 di settembre) un gigantesco coniglio rosa di pezza sopra a Colletto Fava. Per farci sentire un po’ lillipuziani. Il Pink Rabbit resterà lì fino al 2025, chissà di che colore sarà diventato per allora…
“attraversando paesaggi si trovano parecchie cose.delle cose che si conoscono o qualcosa del ...

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