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Archive for tag: venice

BYOB Venice has been short (rain came to disturb us after a couple of hours), but very cool! More info: http://www.byobworldwide.com


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Allora & Calzadilla / Padiglione USA

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Il mondo (e la laguna) visti attraverso gli occhi di Hyungkoo Lee. Straordinario protagonista del padiglione coreano di quest’anno a Venezia (dove ci sono i suoi famosi scheletri dei cartoon – qualche foto nel set di flickr)…

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Il nuovo video di AES+F (Padiglione russo, Biennale di Venezia 2007)…
p.s. ho caricato tutte le foto di Venezia qui

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Certo, mi ci sono volute quasi due ore di coda per entrare nel padiglione tedesco, ma il lavoro di Isa Genzken era senz’altro da vedere. Bizzarro, kitsch, plasticoso e riciclato. Inquietante e scombinato. Il futuro che avevamo immaginato argentato e scintillante ora sembra avvolto nel domopak. Confezionato, a lunga conservazione e nonostante tutto, scaduto…

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Ancora Biennale di Venezia. Ecco il padiglione di China Tracy, avatar in Second Life dell’artista cinese Cao Fei. In duplice versione SL e RL…
foto / video

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Tornata dal girone infernale biennalesco. Piedi gonfi, testa piena di immagini, tartine e pezzi di pizza ancora da digerire. In generale, una biennale molto cupa, piena di armi, teschi, morti, feriti e guerre. Un gigantesco memento mori. Al via una sfilza di post sulle cose che mi sono piaciute. Parto con il numero uno: Dread, il video di Joshua Mosley (mostra di Storr ai Giardini)…
“During a nature walk, Pascal meets J.J. Rousseau in the forest. ...

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Reduce dalla Biennale di Architettura (qui il photo-set della trasferta), vi segnalo l’incontenibile vitalità del padiglione ungherese. Il progetto Re:orient / Migrating Architectures è una riflessione sulla crescente influenza della cultura cinese. Le installazioni sono fatte di pinguini, gattini miagolanti, macchinine giocattolo e componenti low-tech (e low cost) di vario genere. La cultura del gadget che si fa progetto architettonico…

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Ancora un post per la Biennale di Venezia. Poi prometto che cambio argomento. Volevo segnalare le tre cose che mi sono piaciute di più. Non dei capolavori, ma rarissimi guizzi di ironia e intelligenza in una biennale soft e politically correct. Talmente composta da (quasi) far rimpiangere il caos di due anni fa. Organizzata, quasi sempre ben allestita, ariosa e rilassante. Pure troppo.A svegliarci dal torpore, entrando nel padiglione tedesco, ci pensa Tino Seghal, che ...

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Si aggirava per la Biennale di Venezia durante la giornata di domenica. Attrezzato con computer, macchine fotografiche, palmari, guanti e visori. Con tanto di I-pod Shuffle al collo. In una Biennale così poco tecnologica come questa ci stava come i cavoli a merenda. E ci è piaciuto un sacco.

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Già si sente. L’aria si fa più afosa, le persone più indaffarate, le e-mail piene di “ci vediamo a venezia”. Sta per inaugurare la Biennale. Ci aspettano i consueti giorni di maratona tra padiglioni affollati, buffet invasi, party esclusivi(sti), inaugurazioni ogni 10/15 minuti.Io parto sabato mattina, nonostante mi riprometta ogni volta di andare “con calma ad ottobre, quando fa fresco” (lo diciamo tutti prima o poi). Ma per chi rimane a casa quest’anno ci sono ...

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Il blog sulla Biennale di Venezia è finalmente partito. Dunque esiste e me ne rallegro. Questo il link: Blogwork

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Se qualcuno per caso si fosse domandato: “ma questa che fine ha fatto?”, faccio un saltino nel mio blog per rassicurarlo. Non sono affogata in laguna, non mi ha stroncato un’insolazione, non ho (ancora) deciso di cambiare mestiere. Anche se dopo sti 4 giorni di Biennale erano i tre eventi con maggiore probabilità di avverarsi.
Giusto per farsi un’idea di com’era la situazione potete leggere questo articolo che abbiamo scritto oggi.
Per rimanere in tema Biennale, ho ...

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Sono a Venezia causa Biennale, tre giorni di preview per la stampa. Ora: fanno 40 gradi, l’umidità ci ammazza, i ristoranti chiudono alle 9, i prezzi sono esorbitanti, in tutta la Biennale non c’è una toilette, siamo stati a 4-5 inaugurazioni e non c’hanno offerto manco le classiche “du noccioline”…Comincio a pensare ad un castigo divino per il frivolo mondo dell’arte, forse è la solo prima piaga?

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