Blog, basta la parola?

Se qualcuno per caso si fosse domandato: “ma questa che fine ha fatto?”, faccio un saltino nel mio blog per rassicurarlo. Non sono affogata in laguna, non mi ha stroncato un’insolazione, non ho (ancora) deciso di cambiare mestiere. Anche se dopo sti 4 giorni di Biennale erano i tre eventi con maggiore probabilità di avverarsi.

Giusto per farsi un’idea di com’era la situazione potete leggere questo articolo che abbiamo scritto oggi.

Per rimanere in tema Biennale, ho trovato su Noemalab questo comunicato.

“Il 12 Giugno 2003 avrà inizio il primo progetto di Blog sull’arte ideato e curato da Lorenzo Miglioli per La Biennale di Venezia. Una forma di storytelling elettronico con cui lo ASAC – l’archivo storico dell’arte contemporanea lancia una ricerca sul digitale come possibile nuova forma di arte. Il progetto avrà come titolo BLOGWORK – the network is the artwork e sarà a tutti gli effetti un blog che racconterà nella sua prima fase dal 12 Giugno proseguendo il 13 e il 14 Giugno ciò che accadrà in tempo reale a Biennale.”

Non mi esprimo in merito per il semplice motivo che io sto blog non l’ho mica trovato. Esiste? Oppure davvero oggi sito si dice “blog”? Se qualcuno ne avesse notizia me lo facesse sapere. Hasta la vista.

p.s nella foto l’opera di Maurizio Cattelan in Biennale

Ce lo meritiamo?

Sono a Venezia causa Biennale, tre giorni di preview per la stampa. Ora: fanno 40 gradi, l’umidità ci ammazza, i ristoranti chiudono alle 9, i prezzi sono esorbitanti, in tutta la Biennale non c’è una toilette, siamo stati a 4-5 inaugurazioni e non c’hanno offerto manco le classiche “du noccioline”…Comincio a pensare ad un castigo divino per il frivolo mondo dell’arte, forse è la solo prima piaga?

Art system-ati – La sindrome di Pecorino

Venerdi sera grande inaugurazione al MACRO: quattro-artisti-quattro. Nel cortilone spiccavano i “monumenti” di Tony Cragg, uno dei pochi artisti contemporanei che si possa ancora fregiare del titolo di scultore. Belle, belle, belle. Cragg è come la Roma, non si discute. La gente non resisteva alla tentazione di toccarle, queste enormi concrezioni plastiche, altre dieci carezze e si consumavano peggio del piede di San Pietro.

Una stanza era dedicata all’americana Cecily Brown, che per continuare con le metafore calcistiche “vince ma non convince”. Dipinge grandi tele a soggetto erotico (anzi pornografico) con uno stile che più che “espressionista” definirei “na caciara”. Dice la stessa cosa, anche se in maniera più elegante, il comunicato stampa: “Le opere della Brown hanno bisogno di tempi lunghi di lettura, poiché i temi sono sopraffatti dalla materia pittorica, noi possiamo cercare di liberarli, seguendo lo sciamare e il brulicare dei colpi di pennello e immergendoci nelle superfici densamente stratificate che sfruttano”

Poi c’era Simon Starling che ad occhio è croce è molto meglio di quello che sembra da questa mostriciattola. Infine, perla della serata, la performance di Sissi, che ha trascinato su e giù per il passaggio sopraelevato del museo (una specie di tunnel a vetri) un enorme groviera di gomma piuma rosa, nascondendosi all’interno.

E dalla groviera passiamo al pecorino, così giustifico il titolo del post e chiudiamo il cerchio. Il buffet era composto di grandi forme di pecorino romano e parmiggiano reggiano, un vero spettacolo. Tanto affascinante da confondere un americano che con nonchalance ci indica il pecorino e fa :”Is this… mozzarella?”

lista dei vipsss avvistati: Alessandro Haber (nella foto con Luigi Ontani), Lucrezia Lante della Rovere, Roberto Ciufoli della Premiata Ditta, Mimmo Paladino.

Tormentone della settimana #1

Oltre ai tormentoni collettivi, io subisco anche una serie di tormentoni personali. Ossia mi fisso periodicamente su una canzone (in genere per un tempo che varia da 2 giorni ad una settimana). La ascolto più volte, la canticchio sotto la doccia o mentre guido, imparo a memoria le parole. Inauguro oggi, anche se di domenica non si dovrebbe cominciare niente (dalla dieta in sù), l’appuntamento settimanale con il mio “Personal Tormentone”.

Avvertenze: il brano può essere una sinfonia di musica classica, una canzone d’autore, la sigla di una sitcom, il jingle di una pubblicità o peggio. Insomma, per il tormentone non vale la regola “dimmi cosa ascolti e ti dirò chi sei”. Altrimenti dovrei tornare in analisi.

Enjoy.

The Chauffeur, Duran Duran (1982)

ritornello

The sun drips down bedding heavy behind

The front of your dress all shadowy lined

And the droning engine throbs in time

With your beating heart

Sing Blue Silver

note e curiosità

Il video del brano è stato girato da Ian Emes a Londra ed è palesemente ispirato allo stile di Helmut Newton e al film “Il portiere di notte”. Ha subito la censura più tosta che si possa immaginare a causa dell’atmosfera lesbo-fetish. E’ passato in tv pochissime volte e nella versione tagliata. Ed è un peccato perchè è un video bellissimo.

Oltre alla versione originale della canzone, merita una menzione la cover fatta dai Deftones in occasione di un memorabile “Duran Duran Tribute Album”. Il rifacimento è bello perchè le modifiche sono sottili, ma disorientanti. Il cantante poi ha curiosamente riprodotto lo stile vocale di Simon Le Bon in maniera FILOLOGICA.

Il sabato sera culturale di Teleambiente

C’è una rete televisiva coraggiosa in Italia, che se ne infischia dell’audience e punta sulla cultura? Io ora so che c’è. E’ Teleambiente . La rete laziale dedica tutto il suo sabato sera agli approfondimenti culturali. Sabato scorso ha mandato in onda nell’ordine: intervista a Toni Negri sui temi affrontati nel suo libro Impero; Colori – Arte Contemporanea, trasmissione dedicata a mostre, artisti e musei e infine il programma di utilità sociale L’investigatore, in cui un tizio vestito alla Dick Tracy va in giro per le periferie romane a raccogliere testimonianze su casi umani, disavventure burocratiche, degradi vari.

Il problema però è che, nell’intento (forse) di fare una tv anche formalmente e linguisticamente alternativa, specie nella trasmissione “Colori”, la produzione si adopera in: inquadrature da mal di mare, carrellate a schiaffo, improbabili zoom, audio montato fuori sincrono e montaggi alla Blob. Raggiungendo picchi di trash assolutamente sublimi.

Ah, dimenticavo. Toni Negri, che tra le altre cose aveva lo sguardo di Moro nella foto delle Brigate Rosse e la verve di Boy George a Sanremo nel 1985 quando salì sul palco imbottito di eroina, l’hanno intervistato in cucina! Un’atmosfera informale, non c’è che dire…

Comitato per l’abolizione della particella di sodio

Sarà anche vero che il basso contenuto di sodio riduce la ritenzione idrica. Che certe acque minerali fanno fare tanta plin plin e poi siamo puliti dentro e belli fuori. Ma perchè devono per forza torturarci con quella odiosa particella di sodio con la voce da castrato? Yu-huuuuuuuuuuuuuuuuu

Absolute? There’s a party!

L’estate porta aria di festa nella capitale. L’estate romana comincia presto e finisce il più tardi possibile. E allora via con occhiali da sole, calzoncini, sandali infradito e feste in terrazza. Se poi la terrazza è sul Pincio, il panorama è mozzafiato, la vodka è gratis…si andrebbe anche alla festa di compleanno di una prozia ottantenne, all’anniversario della fondazione della Benemerita, ad una canasta tra vecchi aristocratici. Io ho iniziato, un paio di sere fa, con il party della vodka Absolute a Villa Medici. E mentre mi godevo la frutta e i sorbetti multicolore del buffet, mi è tornata in mente la vera, unica e inimitabile collezione di opere d’arte dedicate alla famosa vodka. Sembra preistoria ma era solo il 1998. Ladies and gentlemen: Absolute Net.art. E nessuno gliel’aveva commissionate…

Una vacanza di lavoro massacrante

Una proposta allettante dalla newsletter di Flash Art:

“Chi vuole venire a trascorrere una bellissima vacanza di lavoro a Praga? Qualcuno di voi, che sappia e voglia usare il trapano, che sappia attaccare alle pareti quadri e fotografie, sollevare sculture, ma soprattutto che sappia far funzionare proiettori VHS e DVD e parli inglese, e voglia trascorrere una indimenticabile settimana di lavoro massacrante con artisti e curatori a Praga, ci contatti. Si tratta ovviamente di un lavoro basato sul volontariato e sul desiderio di fare una preziosa esperienza curatoriale, una specie di stage full immersion. Purtroppo, chiunque si proporrà dovrà provvedere in modo autonomo a se stesso: trasporto, alloggio, ecc”

Romanticismo hi-tech

Su Panorama Web di questa settimana Federico Ugolini firma un pezzo dal titolo Artisti Digitali. Creano con il mouse, espongono solo in Rete. Io che mi occupo di arte digitale da anni naturalmente non potevo esimermi dalla lettura. Non l’avessi mai fatto, mi è andata la colazione per traverso, altrochè…

Si parte con il sottotitolo “realizzano quadri virtuali usando sistemi HI-TECH” e poi si prosegue con espressioni tipo: “cyberpittori”, “pennelli digitali”, “Net ARTE” (sic!). E non importa se critici e studiosi abbiano riversato fiumi di inchiostro cercando di definire le specificità di correnti come la Videoarte, la computer art, la Net Art. No, secondo il giornalista di Panorama sono tutti sinonimi.

Ma quali sono gli artisti che esemplificano meglio questa sorta di cyber-net-web-digital-computer art? Sorpresa! Sono GRAFICI e WEB DESIGNERS! E nemmeno la frangia d’avanguardia. Non parliamo di maghi dell’interfaccia, di geni dello stile grafico, di webguru. Qua si parla quasi esclusivamente della setta degli “adepti del fotoritocco”.

Infatti il primo sito citato si chiama www.graphiczoneonline.it. Vado a visitarlo e scopro che si tratta del “sito dedicato a Photoshop”. Allora provo con il secondo: www.noredstars.com. Un altro sito di web design. Ok, forse www.computer-grafica.com? Manco per sogno, sempre grafica e fotoritocco. Illustrano l’articolo immagini tipo: donna con parte inferiore del corpo composta di una mano enorme, il tutto sullo sfondo di un fosco cielo rossastro.Tanto valeva pubblicare i calendari di Max, con la differenza che lì l’uso di Photoshop è molto più raffinato…

Io poi pensavo che “l’Oscar della NETTARTE” fossero i Webby Awards, oppure la Nike di Ars Electronica…Invece no, si tratta dell’American Design Awards.

Ora io capisco che non sempre è facile distinguere l’arte digitale dalla grafica. E’ anche vero che la Net Art è un fenomeno misconosciuto. E’ vero pure che da sempre l’uomo tende ad usare metafore del vecchio per interpretare il nuovo. Ma io quando sento parlare di pennelli digitali, pittori virtuali, mostre interattive e cybercreativi, mi deprimo. Possibile che l’arte evochi ancora nell’immaginario collettivo sempre e solo pennelli, tavolozze, camici sporchi, basco e baffetti alla Dalì? Ecco la versione aggiornata del mito dell’artista romantico, una roba che nemmeno Schelling, Goethe e Croce tuttietreinsieme sarbbero stati in grado di partorire: “…si lasciano trasportare dai colori e sono sempre alla ricerca della sfumatura migliore, altri si ispirano con una breve navigazione on-line”

E cosa contraddistingue gli artisti digitali rispetto a quelli analogici? “Ispirazione, fantasia, creatività”. E vai col tango…

Tu vuliv’ a pizza 2

Ieri ho parcheggiato la macchina sotto ad un manifesto della Margherita. Sono dei gran simpaticoni questi qui, non ce ne eravamo mica accorti. Sentite che verve…Il manifesto dice così: “La politica…che pizza! La Margherita…una passione”

Mi(la)nority report

Finalmente riesco a scrivere qualcosa. Gli ultimi giorni sono stati lavorativamente asfissianti. Roba da non non riuscire nemmeno a infilarsi il pigiama la sera. Avrei voluto raccontare la trasferta a Milano in diretta, ma trovare computer collegati era una vera mission impossible. Visto che fare una cronaca dettagliata ex-post richiederebbe almeno 10 pagine, cerco di essere sbrigativa e faccio un report schematico:

Vips all’inaugurazione: Filippa Lagerback (con pancione), Martina Colombari (bella da far impressione), Billy Costacurta (messo in ombra dalla consorte, ma sembra che sia lui il collezionista d’arte), Giacomo di aldogiovanniegiacomo (più basso di quanto potreste mai immaginare), Maurizio Cattelan (in forma smagliante), Antonella Boralevi (un po’ sbattuta, per la verità)

Cibo trangugiato ai buffet: tartine alle melanzane,tartine al prosciutto, cous cous, parmiggiano reggiano, prosciutto, salame, torte varie.

Pernottamenti: un delizioso Bed&Breakfast in zona Loreto e un trestellenormale a Piacenza.

Furti: come ogni anno c’è sempre qualcuno che si inguatta qualcosa, così per il gusto di sgraffignare. Hanno rubato degli asciugamani di Francesco Carone (forse il loro trestelle non glieli forniva) e un pallone da calcio di Fausto Gilberti (si annoiavano, poverini, mica hanno tutti i torti…)

Il Vip Lounge: c’era una specie di salottino riservato ai vips. Noi abbiamo tentato di entrare con la tessera PRESS, curiosi di vedere cosa succede in un vipplaunggge. Ma la signorina all’ingresso, addolorata, ci ha fatto notare che PRESS non equivale a VIPPS e che non avevamo la tessera in oro zecchino necessaria per accedere. La cosa buffa è che tutte le volte che sono passata di fronte a suddetto salottino (e ci passavo spesso perchè era di fronte al Bar Illy, che dava caffèaggratis) l’ho visto tristemente deserto…

L’Ufficio Stampa: menzione speciale all’addetta stampa all’ingresso. Mi ha fatto sentire come in Caro Diario quando scendono a Panarea e vengono accolti dalla Pierre bionda con l’erremoscia. Era identica…forse era proprio lei.

Il ristorante Inca-Maya-Perù: venerdi sera siamo capitati in una specie di tavola calda andina. Piatti a base di uova, patate e spezie non meglio idenificate, tovaglie rosse di plastica, murales ipercolorato e versione messicana di “Se mi lasci non vale”… Un’esperienza indimenticabile. Ho anche scoperto (sic!) che il loro dolce tipico è un creme caramel gigante!

La parola al critico: tutti mi chiedono “com’era la fiera?”. E come vuoi che sia, è sempre una fiera. Quindi cose belle e cose brutte. Qui accanto pubblico la foto di un quadro che mi ha colpito (nel senso che mi ha proprio dato un cazzotto in un occhio). Poi, fate voi…:-)

Covering’em: sabato sera siamo andati alla mostra Cover Theory, curata da Marco Senaldi e allestita in una centrale elettrica a Piacenza. Il posto era a dir poco incredibile e la mostra molto interessante, nonostante il fascino dell’edificio e dei macchinari offuscasse un po’ il resto. Dal reading di Tiziano Scarpa vi copio questa cover.

Smells like teen Spirit, Nirvana

Sono un ragazzo di cinquant’un anni,

Vivo con la mamma e il mio papà.

Ho molti libri editi da Vanni

Scheiwiller. Io, poeta di città.

Sono disoccupato, laureato

In storia dell’economia politica.

Stimo Raboni, destesto Battiato.

Di Pindaro amo la 2º Pitica…

… Per un sonetto su Sant’Agostino

Ho due bypass. Vivo con la pensione

Di mio papà. Possiedo un motorino.

Odore di plastica

Finalmente ho trovato una sala stampa con un collegamento a Internet. Sono dovuta entrare a Plast, la fiera della plastica. Perchè a Miart di un computer collegato manco l’ombra. I macchinari per la produzione di materie plastiche sono uno spettacolo, comunque. Miart è semideserta, fuori piove e il cellulare continua a squillare. Ora lo spengo e vado a prendermi l’ennesimo caffè al bar Illy.