Il bambino tossico

I personaggi dei disegni di Tim Burton, già conosciuti e amati dalla sottoscritta grazie al libro Morte malinconica di un bambino ostrica e altre storie, diventano ora protagonisti di una serie di filmati flash. Firmati da Burton e realizzati dagli studi Flinch. Imbattibile l’episodio di Roy the Toxic boy.

To those who knew him

-his friends-

we called him Roy.

To others he was known

as that horrible Toxic Boy.

He loved ammonia and asbestos,

and lots of cigarette smoke.

What he breathed in for air

would make other people choke!

His very favorite toy

was a can of aerosol spray;

he’d sit quietly and shake it,

and spray it all the day.

He’d stand inside the garage

in the early-morning frost,

waiting for the car to start

and fill him with exhaust.

The one and only time

I ever saw Toxic Boy cry

was when some sodium chloride

got into his eye.

One day for fresh air

they put him in the garden.

His face went deathly pale

and his body began to harden.

The final gasp of his short life

was sickly with despair.

Whoever thought that you could die

from breathing outdoor air?

As Roy’s soul left his body

we all said a silent prayer.

It drifted up to heaven

and left a hole in the ozone layer.

(tim burton)

Una versione ipertestuale della raccolta di poesie e disegni la trovate qui

La meravigliosa vita dei laureati in lettere

Luciano mi ha comunicato l’esistenza di questo libro. E Giulio ne fornisce un gustoso estratto:

Rino si rendeva conto di far pena. Un laureato in lettere disoccupato è una vista che spezza il cuore ai sassi. Un laureato in lettere disoccupato è uno che ha preso l’autostrada della vita, ha seguito per sbaglio dei cartelli di lavori in corso e adesso non sa più come rimettersi in corsia. Niente al mondo è più inutile di un laureato in lettere disoccupato. Un asteroide caduto fuori dalla sua galassia ha più motivo di esistere di un laureato in lettere disoccupato. Un neutrino che vive per un miliardesimo di secondo porta più contributi all’universo di un laureato in lettere disoccupato. Una mutazione genetica sterile è più soddisfatta del suo ruolo nell’evoluzione della specie di quanto non lo sia un laureato in lettere disoccupato. Per questo a Rino non dispiaceva l’idea di vivere per una settimana nel palazzo di Renato […] dove tutti i laureati in lettere avevano un lavoro. Era come traghettare l’Acheronte al contrario ed essere riammesso tra i vivi…

Alessandro Carrera, La meravigliosa vita dei laureati in lettere, Sellerio 2002

Spunti di riflessione

Nei giorni scorsi ho scritto poco, ma ho letto molto. E questa è una delle cose che ho letto:

“La vita moderna è complessa e relativa; sono queste le due note che la distinguono. Per rendere la prima occorre l’atmosfera con la sua delicateza di nuances, di suggestioni, di prospettive insolite; per la seconda si richiede lo sfondo. Ecco perchè la scultura ha cessato di essere un’arte rappresentativa, e perchè la musica è un’arte rappresentativa, e perchè la letteratura è, è stata, e sarà sempre, la suprema arte rappresentativa.”

(Oscar Wilde, De Profundis, 1897)

L’ultima ceretta

blankNo, non sto cercando di smettere di depilarmi. Mi ci vedete ad annotare svevianamente U.C. sul diario? :-) L’ultima ceretta è un libro appena uscito per Garzanti. E dalla presentazione NON sembra un libro comico. Lo annunciano così: “Il cadavere dell’estetista giaceva su un lettino dei massaggi, il viso ricoperto da uno spesso strato di cera per la depilazione. Un altro delitto nel mondo della bellezza. Nei centri estetici dilaga il panico…”

E io dico GRAZIE, perchè il genio (comico) involontario (?) di questi è una delle gioie della mia vita.