Rouen Fm 95.2


Ve li ricordate i Supergrass? Sono tornati con un album dal titolo e dalla copertina molto ispirati. Si chiama Road to Rouen e si può ascoltare sul web, sul sito dedicato. A fare da interfaccia, neanche a dirlo, una vecchia autoradio. Avvertenza: una volta ascoltata la traccia n.5 (Coffee in the pot) non potrete mai più farne a meno. Hey!

p.s. questo è un post a blog unificati: valentinablog + andreaxmas

Io e gli U2


Anton Corbijn racconta, da più di trent’anni, una cultura di confine, che si muove tra musica ed immagine. I suoi soggetti più popolari sono le icone dello star system, che ritrae utilizzando un linguaggio scarno e minimale. Parallelamente all’attività di fotografo, verso la metà degli anni Ottanta, Corbijn comincia a dirigere video musicali; tra gli artisti con cui ha collaborato troviamo David Sylvian, Joni Mitchell, Nick Cave, Red Hot Chili Peppers, Mercury Rev, Depeche Mode, U2. Nel 1993 vince l’MTV Music Award per il miglior video dell’anno con Heart Shaped Box dei Nirvana.

Giovedi 24 novembre inaugura a Roma presso la galleria Lipanjepuntin la mostra U2&i, in cui il fotografo olandese espone il lavoro di ventitrè anni di collaborazioni con gli U2.
Di Corbijn così ha scritto Paul Hewson, in arte Bono: “Quando ho incontrato Anton per la prima volta, gli ho avanzato subito alcune richieste… fammi sembrare alto, magro, intelligente e con un grande senso dell’umorismo… Dunque vorresti essere come me, fu la sua risposta. Così è Anton Corbijn: un nuovo maestro olandese, un uomo divertente, un serio fotografo, un silenzioso film-maker capace di ballare. E allora, qual’è il suo problema? Anton, alla fine, avrebbe sempre voluto essere un batterista”.

(nella foto: U2 – Fathers and Sons, Dublin 1999)

Perfect Partner


Kim Gordon dei Sonic Youth, il videoartista Tony Oursler e il filmmaker Phil Morrison hanno realizzato un lungometraggio a sei mani. Questa la descrizione del progetto tratta dal comunicato stampa:

“Somewhere between Godard’s Pierrot Le Fou and a thundering free rock freak-out, Perfect Partner is a surreal psychodrama-cum-road movie celebrating our society’s enchantment with automobile culture.”

Cos’altro dire? Ah si, dopo alcune tappe europee il film sarà visibile anche in Italia, all’Auditorium di Roma per il Romaeuropa Festival. Il prossimo 12 ottobre.

Musicista in forma di pera


Durante le ferie sono stata ad Honfleur, delizioso porticciolo della Normandia, famoso, tra le altre cose, per aver ospitato diversi impressionisti (tra cui Eugene Bodin, che vi abitava stabilmente). Meno nota la presenza nella cittadina della casa di Erik Satie. La sua abitazione è stata trasformata, da qualche anno a questa parte, in una sorta di museo multimediale a lui dedicato. A parte qualche dettaglio da Luna Park di periferia, presenta alcune soluzioni molto suggestive, come il piano che “suona da solo” nella candida stanza all’ultimo piano dell’edificio.
Ma la cosa più buffa si trova proprio all’entrata, dove il visitatore viene accolto da un’enorme pera volante, che sbatte le ali sulle note di Gymnopedie. Nel 1903, il geniale musicista francese aveva infatti composto “I tre pezzi in forma di pera”. Sul depliant del museo dicono che simboleggi la sua anima che si libra verso il cielo dopo la sua morte.

Stati d’animo


Sono stata allo Stadio Olimpico a vedere i R.E.M. venerdi scorso (snobbando con molta nonchalance e orgoglio pop il vernissage della Biennale). Mi è rimasta in testa questa strofa, che si accorda in dissonanza con il mio stato d’animo.

they claim to
walk unafraid
I’ll be clumsy instead

Beastie Beuys

Avevo la registrazione audio di questa incursione di Joseph Beuys nel mondo della canzonetta pop (anche se con contenuti politici). Ma ora una coppia di net artisti mette a disposizione il video. Sono 4Mb di quicktime, ma vi assicuro che vale la pena. Audio a palla! E qui c’è il testo, per un agevole karaoke ;-)

Tormentone della settimana #3

Stavolta per fortuna mi gira in testa un bel pezzo. Si tratta di Seven Nation Army, degli White Stripes . Il bellissimo video che accompagna la canzone ha vinto agli ultimi mtv videomusic awards solo un misero “best editing”. La canzone è bella tesa e monotona -praticamente solo un riff- cioè la mia canzone ideale. Niente schema strofa-ritornello-strofa-bridge etc…

dal testo

I’m gonna fight ’em off

A seven nation army couldn’t hold me back

They’re gonna rip it off

Taking their time right behind my back

And I’m talking to myself at night

Because I can’t forget

Back and forth through my mind

Behind a cigarette

And the message coming from my eyes

Says leave it alone

notizie e curiosità

I due componenti del gruppo hanno accettato di partecipare a South Park in versione cartoni animati. Purtroppo pare che l’episodio non si vedrà in Italia.

Non è ironico? NO!

La diatriba è un po’ vecchia, ma mi è tornata in mente ieri sera mentre assistevo, un po’ annoiata, al concerto di Alanis Morrissette a Piazza del Popolo. Una delle sue canzoni più carucce, Ironic, ha un testo assurdo. La cantante canadese sfodera una sfilza di esempi di presunte situazioni “ironiche”. Peccato che non ce ne sia UNA a cui possa essere applicato il concetto. Forse l’unica vera ironia è questa…

“la pioggia il giorno del tuo matrimonio”, “una mosca nello chardonnay” e “un ingorgo stradale quando già sei in ritardo” sono secondo Alanis situazioni ironiche…Io, personalmente, l’ho sempre chiamata SFIGA.

Inizialmente ho pensato che ci fosse qualche tipo di scarto nell’uso che facciamo noi italiani della parola “ironico” e l’uso anglossassone. Invece no, perchè la Rete è piena di contestazioni dettagliate (e spesso divertenti) del testo della canzone, tra cui quella di un emerito professore inglese di letteratura. Ne trovate un paio qui e qui.

Osservazione sul concerto: I due schermi giganti che erano allestiti ai lati del palco, invece di limitarsi a rimandare le immagini del concerto ad uso e consumo di chi era troppo lontano per vedere, sono stati monopolizzati da un tecnico video in vena di sperimentazioni. Il tizio ci ha fatto sorbire per oltre un’ora un mixaggio video scandaloso, che non si vedeva dai tempi di Discoring. Un marasma di solarizzazioni, croma-key, colori acidi e spartizioni dello schermo in riquadri. E la faccia della Morrissette mixata con tavole di Leonardo da Vinci, paesaggi urbani, filmini in super8 di bimbetti sul prato…perfino quadri di Mondrian…

Tormentone della settimana #2

Devo aver sentito troppa radio negli ultimi dieci giorni, date le migliaia di km percorsi in macchina. Mi sono sorbita tutta la heavy rotation dei singoli in uscita.

Non so come ho fatto, ma con uno sforzo di concentrazione estremo sono riuscita a liberarmi dal ritornello di Bonito di Jarabe de Palo (che è praticamente Depende ma con un nuovo testo).

Invece sono stata tutto il weekend a canticchiare:

Fiori d’arancio, Carmen Consoli (2003)

ritornello

Ricordo il giorno del mio matrimonio,

l’abito bianco di seta ed organza,

nessuno sposo impaziente all’altare,

soltanto un prete in vistoso imbarazzo.

note e curiosità

La mia migliore amica (quella storica del liceo) sta per sposarsi e io so già che piangerò assai alla cerimonia. Mi sono sempre commossa davanti ai riti nuziali, perfino quando guardavo Scene da un matrimonio di Mengacci su Retequattro…

Tormentone della settimana #1

Oltre ai tormentoni collettivi, io subisco anche una serie di tormentoni personali. Ossia mi fisso periodicamente su una canzone (in genere per un tempo che varia da 2 giorni ad una settimana). La ascolto più volte, la canticchio sotto la doccia o mentre guido, imparo a memoria le parole. Inauguro oggi, anche se di domenica non si dovrebbe cominciare niente (dalla dieta in sù), l’appuntamento settimanale con il mio “Personal Tormentone”.

Avvertenze: il brano può essere una sinfonia di musica classica, una canzone d’autore, la sigla di una sitcom, il jingle di una pubblicità o peggio. Insomma, per il tormentone non vale la regola “dimmi cosa ascolti e ti dirò chi sei”. Altrimenti dovrei tornare in analisi.

Enjoy.

The Chauffeur, Duran Duran (1982)

ritornello

The sun drips down bedding heavy behind

The front of your dress all shadowy lined

And the droning engine throbs in time

With your beating heart

Sing Blue Silver

note e curiosità

Il video del brano è stato girato da Ian Emes a Londra ed è palesemente ispirato allo stile di Helmut Newton e al film “Il portiere di notte”. Ha subito la censura più tosta che si possa immaginare a causa dell’atmosfera lesbo-fetish. E’ passato in tv pochissime volte e nella versione tagliata. Ed è un peccato perchè è un video bellissimo.

Oltre alla versione originale della canzone, merita una menzione la cover fatta dai Deftones in occasione di un memorabile “Duran Duran Tribute Album”. Il rifacimento è bello perchè le modifiche sono sottili, ma disorientanti. Il cantante poi ha curiosamente riprodotto lo stile vocale di Simon Le Bon in maniera FILOLOGICA.