2005 / Weblife. Forme di vita nella rete

exhibitions

Weblife. Forme di vita nella rete

a cura di Valentina Tanni

Berchidda (SS), Cortili di Casa Meloni-Sanna

INSERITA IN TIME IN JAZZ FESTIVAL / PROGETTO PAV

a cura di Giannella Demuro e Antonello Fresu

11/15 agosto 2005

www.timeinjazz.it

Migliaia di siti nascono e muoiono ogni giorno. Milioni di utenti si connettono e disconnettono senza posa. Internet è un grande ecosistema che vive riconfigurandosi incessantemente. E’ un habitat fatto di tecnologia e pensiero, che si evolve secondo una logica organica. E’ frequentato da esseri umani, che si aggirano sotto forma di avatar, nicknames e numeri IP, ma anche da altre forme di vita. E’ la vita artificiale, robotica, costruita con stringhe di codice autogeneranti. Che prende le forme più diverse: ipnotici esserini in movimento, disegni cinetici o virus dispettosi. Un viaggio affascinante tra tecnologia e biologia, tra naturale e artificiale. Nove progetti web d’artista per conoscere la fauna della rete.

anche i virus si innamorano

Protagonisti di una travagliata storia d’amore, “Yazna” e “++”, sono due codicilli infetti partoriti dall’immaginazione e dalla programmazione di Luca Bertini. Per il progetto “Vi-Con” (il titolo fa riferimento alla prima proposta della composizione testuale T9 del cellulare quando si cerca di scrivere “ti amo”), Bertini ha messo a punto due virus che si rincorrono nei computer della rete. Sostanzialmente innocui, i due worm hanno il solo scopo di cercarsi, come due innamorati costretti alla separazione. Nel caso in cui dovessero riunirsi, le istruzioni del software daranno luogo ad una di tre possibilità: rottura (si lasciano), fusione (si uniscono per formare un solo file) o procreazione (generano un piccolo nuovo virus).

Vi-Con – http://www.vi-con.net

algoritmi artistici

La ricerca di Alessandro Capozzo si focalizza nella creazione di software generativi e/o interattivi, realizzati utilizzando il software Processing come strumento principale.

Abstract Codex è un contenitore di opere computazionali estetiche. Il principale obiettivo del progetto consiste nell’indagare le possibilità della programmazione come medium espressivo. In quest’ottica il codice è la materia formante l’opera digitale e allo stesso tempo processo creativo (svelato). Gli algoritmi e le strategie computazionali sono quindi intesi come elementi costruttivi e di organizzazione formale.

Abstract Codex – http://www.abstract-codex.net

il bestiario digitale

Singlecell (2001) e Doublecell (2002) sono dei bestiari online. Come i bestiari medievali, i due siti includono creature di ogni specie, frutto della programmazione creativa di un gruppo di artisti internazionali. Tutti gli esseri digitali inclusi nel progetto sono forme di vita artificiale, molte delle quali derivano il proprio aspetto e il proprio comportamento dall’interazione con l’utente. I lavori in mostra sono del Singlecell Collective, composto da: Sami Arola, Ed Burton, Peter Cho, Joshua Davis, Chris Fahey, Juha Huuskonen, Golan Levin, Casey Reas, Jarkko Salminen, Jared Schiffman, Manny Tan, Martin Wattenberg e Marius Watz.

Singlecell & Doublecell – http://www.singlecell.org

all’orizzonte c’è un’isola

L’Isola è costituita da diversi macroambienti (spiaggia, foresta, macchia mediterranea, montagna, valli). 80/81 vuole proporre con questo sito-ambiente un nuovo tipo di interfaccia di rete. Il lavorare su concetti come ambiente e immersività pone il baricentro dell’utenza non più sul contenuto del sito, ma sulla figura dell’utente. L’immersività che si propone non è sempre descrittiva, è piuttosto rappresentativa ed evocativa. www.8081.com non è solo un’isola poetica, ma anche uno stato dell’arte delle tecnologie e della riflessione artistica e filosofica sulle nuove modalità e strategie di comunicazione.

The Island – http://www.8081.com

specie in via d’estinzione

Cyberzoo è uno zoo virtuale dove è possibile sperimentare, in tutta sicurezza, le forme di vita più selvagge e pericolose della rete: i virus. La missione di questo particolare giardino zoologico, creato dall’artista argentino Gustavo Romano, è quella di preservare le “specie in pericolo” (cioè i virus ormai obsoleti e dimenticati) nell’ambiente in cui sono nate e vissute (la rete). Lo zoo dei codici dispettosi applica i principi che regolano la biosfera ad un nuovo ecosistema: quello dell’informazione, detto anche infosfera. Un tour nel biobarco digitale è un’occasione per scoprire la vera natura dei virus.

Cyberzoo – http://www.cyberzoo.org

remixando il dna

I punti in comune tra la programmazione e la genetica sono evidenti. Cos’è infatti il DNA se non un codice? Seguendo le strade creative che questo parallelo può tracciare, l’artista inglese Stanza ha utilizzato un frammento del proprio codice genetico per realizzare il progetto Genomixer. Il sito racchiude una serie di esperimenti generativi composti a partire da questi dati, utilizzati perlopiù per offrire al visitatore inedite composizioni musicali. Le stringhe di codice genetico si trasformano in codice binario e si combinano tra loro per diventare musica.

Genomixer – http://www.genomixer.com

coreografie contagiose

Virlab è un progetto sperimentale in 3D che permette di generare virus danzanti. Microbi e infezioni, divisi dall’autore Grégoire Zabé in tre categorie (virus organici, morali o numerici), diventano protagonisti di surreali danze meccaniche, in parte guidate dai clic dell’utente, in parte generate in modalità random dal software. L’utente può scegliere i protagonisti del bizzarro balletto e la configurazione del palcoscenico tridimensionale in cui si muovono. L’accostamento virus-danza è stato scelto dall’autore per la sua potenza evocativa, essendo il movimento e il mutamento caratteristiche imprescindibili di ogni forma di vita.

VirLab – http://www.nobox-lab.com/virlab

avatar adam

Adam001, dell’artista russo Yuli Ziv, è una creatura umanoide che abita la rete. E’ un personaggio virtuale formato da tutti i frammenti di energia umana che lasciamo in giro per il web. Quando tutte le schegge di vita vengono messe insieme il loro risultato è Adam, metà uomo metà entità artificiale. Il suo aspetto, nudo e indifeso, rispecchia tutto ciò che tendiamo a nascondere nella vita reale ma che spesso sveliamo tramite i nostri alter ego virtuali. La nostra sensibilità, il nostro dolore, i nostri segreti. Adam è un’entità universale e simboleggia ogni abitante della rete.

Adam001 – http://www.yuliziv.com/adam001.html

ecosistemi informativi

WorldTree, della coppia di programmatori Raewyn Turner e Colin Beardon, è un software che prende a prestito la metafora dell’albero per raccontare la vita delle informazioni sulla rete. Il tronco e le foglie sono fatte interamente di lettere, prelevate in tempo reale dai motori di ricerca. Il testo cresce e rende la chioma dell’albero rigogliosa, con l’aiuto di sei uccelli, che l’utente può posizionare a suo piacimento. Con l’arrivo dell’autunno, anche l’albero digitale perde le sue foglie-lettere, che dopo essere cadute a terra, vengono spazzate via da una virtuale folata di vento.

World Tree – http://www.cs.waikato.ac.nz/~cbeardon/WT

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