The Internet Baboons

Photographers G.K. and Vikki Hart have something to teach about copyright and remix in the Internet age: “Yes, it would be nice if they made more money, but to make people laugh and for people to take it and use it their own way… you just can’t buy that

Memes against censorship

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“China’s censors are blocking words like “today” and “June 4″ from social media as part of the country’s yearly chore to block any reference to the anniversary to the Tiananmen Square massacre 24 years ago. And though the Chinese are running a sophisticated and tight censorship ship, they’re having a bit harder time blocking memes.”

Read full article here.

Nothing to see here…

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If you happen to be in Milan before July 12th, go and take a look at this little project I’m working on…

“Nothing to see here is an exhibition in two parts and a discussion on art and visual culture in the era of the Internet at the Milan branch of the Istituto Svizzero, from 30 May through to 12 July 2013.

The initiative, curated by Valentina Tanni and Domenico Quaranta, is articulated as a moment of reflection on the status of images in contemporary society. The global diffusion of computers and the Internet, that supplied a vast number of users with the access to tools to produce and distribute images, has triggered a real explosion of creativity at every level. A multiform and undefined visual universe is the result – made of irregular, amateur cultural products, anonymous and collective creations, memes and viral videos – that often seem to evoke and repropose languages and practices that are linked to the avant-gardes, both historical and recent. Nothing to see here wishes to offer an overview of this irregular and vital movement, that takes place outside the institutional circuits and is slowly giving shape to a new culture, that radically questions professionalism in the art practice and forces us to rethink the creative activity and its role in society.”

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New Lyrics for Old Songs

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Mark McEvoy is a british artist and illustrator. “New Lyrics for Old songs”, his most recent series, is an ongoing investigation on the relationship between images and text. New words are juxtaposed with old photographs, famous works of art and book covers, suggesting new interpretations and multiple meanings. Also, the project seems to suggest that any image, with an appropriate caption, can turn into an internet meme.

http://markmcevoy.tumblr.com
http://www.behance.net/markmcevoy

[posted on ArcoBloggers.com]

Not Sure if Art

Aled Lewis, Post post-modern ironic art for a cynical world. 297 x 420 mm (11.7 x 16.5 in) 5 colour screen print on Sirio 350gsm. Signed, numbered edition of 50. Lovingly hand-made in London, England for the “Memes” group show

Bruce Nauman was planking before it was cool

Bas Jan Ader

Il meme “First World Problems”

Esiste un vero e proprio genere di video su Youtube che è stato efficacemente battezzato emotional porn. Confessioni accorate, pianti dirotti, richieste di aiuto. Un sito, Webcam Tears, che si presenta come un progetto artistico collaborativo, sta riunendo in questi giorni decine di contributi accomunati dal profluvio di lacrime davanti alla webcam, individuati come “la nuova pornografia” in un momento in cui mostrare la nudità è tutto meno che scioccante. I pianti che troviamo in queste pagine però hanno spesso l’aria di essere teatralmente messi in scena. E sono quasi soltanto di giovanni ragazze. Come se il piagnucolio fosse una prerogativa tutta femminile e solo adolescenziale.

Mentre guardavo questi video mi è venuto in mente I’m too sad to tell you, opera di Bas Jan Ader del 1971 in cui l’artista piangeva silenziosamente davanti alla videocamera.

Le webcam però ancora non c’erano e la sofferenza,vera o verosimile, viene qui messa a completo servizio dell’opera d’arte, in un tentativo di scuotere un pubblico borghese sempre più assuefatto e reso passivo dal fuoco incrociato del consumismo e di una fagocitante cultura televisiva.
Le connessioni visive e comportamentali tra la performance art degli Anni Sessanta e Settanta e alcune forme di espressione e auto-rappresentazione portate alla ribalta dagli utenti del web sono sempre più numerose e sorprendenti. Eccone un’altra qui sotto. Nelle foto, rispettivamente, Bruce Nauman nel suo studio e un utente anonimo del Web alle prese con una delle più famose internet-manie: il planking.

Bruce Nauman

Il Planking

O restando su Bas Jan Ader (già che ci siete, la sua biografia va letta):

Ma se c’è un genere davvero estremo su Youtube che riguarda gli adolescenti, non è quello dei pianti né quello del planking o del falling. Sono i video intitolati “Am I Pretty or Am I Ugly“, in cui ragazzini da ogni parte del mondo (spesso bambini) si espongono al giudizio degli utenti del Web chiedendo un parere sul proprio aspetto fisico, pronti ad affrontare qualsiasi tipo di reazione, dalla più gentile e adulatoria alla più aggressiva e devastante. E tutti insistono su un punto: vogliono sapere la verità. A qualsiasi costo. “Be honest, I can handle it”, dice la ragazzina bionda. Le insicurezze tipiche del periodo adolescenziale si trasformano in uno spettacolo amaro; la ricerca di conferme è assurdamente spericolata. Tanta gente piange per finta, sia davanti a una webcam che nella cosiddetta “vita reale”, ma la messa a nudo qui è davvero radicale. E fin troppo vera.

Off Book: Visual Culture Online

“For decades now, people have joined together online to communicate and collaborate around interesting imagery. In recent years, the pace and intensity of this activity has reached a fever pitch. With countless communities engaging in a constant exchange, building on each others’ work, and producing a prodigious flow of material, we may be experiencing the early stages of a new type of artistic and cultural collaboration. In this episode of Off Book, we’ll speak with a number of Internet experts and artists who’ll give us an introductory look into this intriguing new world.”

Featuring:

Chris Menning, Viral Trends Researcher, Buzzfeed
MemeFactory, Internet Researchers
Olivia Gulin, Visual Reporter, Know Your Meme
Ryder Ripps, Artist and Co-Creator, Dump.fm
John Kelly, PH.D., Founder and Chief Scientist, Morningside Analytics

The Cup Game

Si chiama “The Cup Game” ed è un gioco arcinoto negli States, perlopiù tra bambini e adolescenti, che lo usano come passatempo durante i campeggi estivi. Cosa serve? Un bicchiere di plastica e un po’ di senso del ritmo. Nel giugno 2009 però, una band tutta al femminile, le Lulu and the Lampshades, ha deciso di utilizzare quel beat per scrivere una canzone, che hanno poi postato su Youtube.

Il pezzo si chiama “Cups” (You’re gonna miss me when I’m gone) ed è di quelli che restano in testa dopo solo un ascolto. Tuttavia, non è diventato molto famoso fino al giugno 2011, quando Anna Burden, diciassettenne dell’Indiana, non ha deciso di realizzarne una cover, sfornando una versione che batte l’originale per ritmica e grazia vocale.

Ma il “cup beat” è diventato una vera mania e Youtube pullula di ragazzi che si cimentano con il gioco, e con la canzone. Eccone alcuni. Non viene voglia di provare? A me si.

e infine… ecco il mio :-)