Rurality 2.0

I’m in Bisaccia (Avellino, Italy) for Interferenze, a great new media art festival that this year takes place in an ancient castle. The location is breathtaking and the program looks amazing also. I curated the Software Art and the Video sections. Here’s some links to the works:

Andrè Goncalves, “The Bird Watcher”, 2010
www.andregoncalves.info

Alessandro Capozzo, “Talea”, 2007-2010
www.abstract-codex.net

Corby, Baily & Mackenzie, “Southern Ocean Studies”, 2009-2010
www.reconnoitre.net/bas

Rick Silva, “A Rough Mix”, 2007, 8 min.
http://www.ricksilva.net

Bruno Muzzolini, “One step forward, two steps back”, 2007, 2.33 min.
http://www.fabioparisartgallery.com/muzzo/opere/asen/asen.html

Anders Weberg & Robert Willim, “Domestic Safari”, 2008, 10.32 min
http://www.weberg.se
http://www.robertwillim.com

Davide Sebastian, Oryza sativa, 2009, 3.46 min.
http://www.davidesebastian.com

Nicholas O’Brien, The Natural, 2008, 6 min.
http://www.doubleunderscore.net

Back from Irpinia

Tornata. Sana e salva. E grazie a Dio anche con le pile super-cariche. Mediaterrae è stato incredibile, un concentrato di energia, creatività, passione e vero scambio. Mi mancano già tutti. E mi mancano la tarantella, il caciocavallo, il preziosissimo divano di Sara, le risate, e persino la musica sparata a tutto volume la mattina per svegliarci. Ok, bando alla malinconia, lascio un po’ di link con foto e video. Si pensava di mettere su al più presto un blog per condividere i materiali e seguire il work in progress del DVD fino alla sua uscita. Vi tengo aggiornati…

(For non-speaking italian people: I’m back, I miss you all. Thanks a lot for the amazing week. Here are some photos and videos…)

Le mie foto
Le foto di Leandro
Le foto di Paolo
Burnt Friedman & Jaki Liebezeit – Anders Weberg & Robert Willim (video)
Deadbeat – Jeffers Egan (video)
Mediaterrae Night – Tarantella (video)
Rechenzentrum and Deadbeat/Jeffers Egan (video)
Burnt Friedman/Jaki Liebezeit /Anders Weberg/Robert Willim (video)

Mediaterrae

Periodo frenetico-isterico. Entusiasmi e adrenaline, alti e bassi, decisioni da prendere. Per dirla alla Carotone “vita intensa, felicità a momenti e futuro incerto“. In attesa di ristabilire il consueto equilibrio instabile vi segnalo la mia ultima fatica. Il progetto si chiama Mediaterrae e ne sono molto orgogliosa. Tutte le info qua.
Se riuscirò a connettermi dai monti irpini posterò foto e resconti dell’avventura digital-carnevalesca. Stelle filanti colorate a tutti voi…

Machines are dreaming

Tornata ieri da Struttura, manifestazione dedicata all’arte e alla cultura digitale in quel di San Vincenzo (Livorno) , dove ho partecipato ad un talk sui progetti artistici Google-based. Qui il consueto set di foto. Tra le varie cose, una bellissima presentazione di Bianco-Valente. Colgo l’occasione per segnalarvi il loro lavoro. Una lucida, profonda e fascinosa ricerca sul rapporto tra corpo e mente, natura e tecnologia, neuroni e microchip, strutture cellulari e dinamiche corticali…

Break

Mi prendo un po’ di vacanza. Poco probabile l’apparizione di nuovi post nelle prossime due/tre settimane. Prima però vado qualche giorno ad Interferenze, festival di arte e musica digitale a San Martino Valle Caudina (3-5 agosto). Mi sono occupata della selezione dei video di cui potete trovare una lista qui. La manifestazione si preannuncia molto interessante, soprattutto nella sua fusione di digitale e campagnolo…

*update: qui trovate le foto scattate al festival

Peam!


Sono in partenza per Pescara, dove già ieri è iniziata l’edizione 2005 del PEAM (Pescara Electronic Artists Meeting). Il programma è ricchissimo come sempre (mostre, concerti, video, net art, software, sound art e quant’altro), l’atmosfera informale e divertente. Soprattutto, c’è un numero sorprendente di gente in gamba.
Come l’anno scorso mi sono occupata di selezionare i video. 16 incredibili visioni in movimento. Visto che sono quasi tutti visibili on line, prima di zompare sul pullman vi lascio la lista con relativi links.

Rick Silva e Jeremy Jaeger, The ring tone dancer
http://ringtonedancer.contagiousmedia.org

Norma V Toraya, SelfPortrait
http://www.crankbunny.com
video: http://dvblog.org/movies/09_05/crankbunny/selfportrait.mov

Spite your face films, All of the dead
http://spiteyourface.com
video: http://www.archive.org/details/allofthedead

Jaff Seijas, The Aubergine Scream
http://www.jaffseijas.com
video: http://www.archive.org/details/AnchorMejansTheAubergineScream

Marco Romeo e Guillermo Marin, Run the Gauntlet

Abe Linkoln, Death Disco
http://www.linkoln.net
video: http://www.linkoln.net/DEATHDISCO

Laura Krikke e Bink Baulch, Miss Puniverse
video: http://www.killyourtv.us/movies/misspuniverse.htm

Daniel Schmidt, Sushi Corner
http://www.sushi-corner.de

Janphilm + Tirriddiliu & Rinus Van Alebeek, And then the day began
http://www.41mm.de

Yoshi Sodeoka / C505, My generation (Ascii Rock)
http://projects.c505.com

Dxvid, Time warp
http://homepage.ntlworld.com/a.jones44/htm/movies.htm

Vadim Vyazantsev, Sergei Zilin e Dmitry Karpov, Game Over

Karla Grundick and Mistress Koyo, Linux virgin 1.1-1-5
www.linuxvirgin.info

Rob Ryang (ps260), Shining
www.ps260.com
video: http://www.ps260.com/molly/SHINING%20FINAL.mov

Melinda Rackham, Blutxt
http://www.subtle.net
video: http://www.subtle.net/blutxt/

Ian Haig, Liberv vel Reguli!
http://www.ianhaig.net
video: http://www.ianhaig.net/pignose.mov

Ars Electronica part III: i pupazzi


Ultima parte del resoconto diviso in aree tematiche di Ars Electronica 2005. Sorprendete affollamento di pupazzi, robottini, creaturine reali e virtuali. Nella sezione dedicata all’animazione meritano una segnalazione le rane di pezza (vicine parenti di Kermit) del video francese Overtime, omaggio al papà dei Muppets Jim Henson. L’animazione racconta di un gruppo di rane fantoccio che, di fronte alla morte del proprio creatore, non sanno inizialmente darsi una spiegazione e cercano di continuare la vita di tutti i giorni. In un bianco e nero raffinato e struggente.
Tra i pupazzi veri, spiccano i due filosofi di Watschendiskurs, impegnati in discussioni sulla teoria del linguaggio. Citano Wittgenstein e proverbi russi sul tempo. Ogni tanto si schiaffeggiano e cambiano argomento.
Infine, il dispettoso Pussy Weevil, una creaturina verde che vive dentro uno schermo. E reagisce alla presenza dello spettatore: Se si è lontani il suo comportamento è insolente, ma se ci si avvicina diventa timido e magari scappa pure. Sembra che l’intenzione fosse quella di fornire una “caustica parodia” dei comportamenti dei politici.

Ars Electronica part II: gli sportivi


Ovvero le installazioni che richiedono abilità atletiche e sudore. Ho apprezzato il grande tapiroulant da cardiopalma di Marnix de Nijs, soprattutto per il titolo, un garbata esortazione per lo spettatore: Run Motherfucker RunNon me la sono sentita di provarlo, ma ho assistito alla performance di un impavido ragazzetto giapponese che ha affrontato l’infernale congegno addirittura scalzo. Piuttosto antipatica invece Jumping Rope, dove il gioco è quello classico della corda, ma visto che quest’ultima è invisibile, ci vuole molta immaginazione per saltare decentemente e al momento giusto. Se ti riveli una mezza sega i personaggi in video che reggono la “corda” ti sbeffeggiano pure. Finiamo con il tennis, che nell’installazione Interface #4 / tennis V180, si può giocare usando dei monitor come racchette. Anche qui è richiesta molta immaginazione, ma molto meno sforzo fisico.

Ars Electronica part I: lo zoo


Allora, visto che raccontare tutto in ordine cronologico sarebbe un’impresa titanica, segnalerò alcune delle cose viste ad Ars Electronica procedendo per temi. Cominciamo dalla parte zoofila. La palma per il progetto più discutibile dell’anno se lo aggiudica Cockroach Controlled Mobile Robot #2, un robot letteralmente “guidato” da uno scarafaggio ENORME. Non ho obiezioni animaliste da fare (pare che quel tipo di insetto sia a suo agio in spazi ristretti e che non senta dolore), ma confesso di non aver capito il punto. Non mi sembra particolarmente bello, nè visionario, nè mi sembra che tocchi qualche nervo scoperto a livello teorico-culturale. Insomma, se qualcuno ci trova un qualche interesse che non sia puramente curiosity-based, mi piacerebbe sapere qual’è.
Electronic Life Forms è un po’ più evocativo: insetti robotici alimentati ad energia solare abitano tra piante vere. Ma il progetto più interessante è quello premiato con il riconoscimento speciale della giuria. Sto parlando di Strandbeest di Theo Jansen. Le sue grandi “bestie da spiaggia” sono davvero creature di enorme fascino. Sono grandi scheletri (o fossili?) costruiti con tubicini di plastica e sono in grado di camminare da soli. Senza ausilio di motori, computer o energia elettrica, i bestioni si spostano con movenze estremamente organiche, con il solo ausilio del vento. Il miglior progetto di Ars Electronica, insomma, non è elettronico manco un po’. Ma è molto più nuovo di tante installazioni interattive sparse per le mostre. Quelle, per capirci, dove tu ti muovi, spingi un bottone, fai un saltino, e qualcosa sullo schermo reagisce. Ho sempre di più la sensazione che questi meccanismi di interazione così elementari (stimolo-risposta) abbiano fatto il loro tempo. Alla prossima puntata.

Il misterioso rito della crêpe


Tra le tante cose viste a Linz (che posterò nei prossimi giorni) c’è questo bellissimo video. Si chiama “La Migration Bigoudenn” e gli autori sono tre studenti della Gobelins visual School di Parigi. In cima ad una scogliera della Bretagna un gruppo di vecchine in abiti tradizionali si incontra per un rito misterioso. Protagonista assoluta una crêpe…