La celebrità al tempo della rete: quando il nome diventa verbo



C’era una volta lo scarlettjohansoning, meme nato in seguito allo diffusione delle foto rubate dal cellulare dell’attrice americana Scarlett Johanson. Un’ondata inarrestabile (a differenza di fenomeni simili, questo non accenna a spegnersi) di ritratti con il fondoschiena ben in vista, rigorosamente scattati con il cellulare davanti allo specchio.
In queste ore la stessa sorte, quella di veder trasformato il proprio nome in un verbo, è toccata ad Angelina Jolie, “colpevole” di essersi fatta fotografare sul red carpet della notte degli Oscar in una posa un tantino costruita: spacco ascellare e gamba destra nuda che spunta di lato (un po’ rinsecchita, a dire il vero). Il neonato verbo, come sempre declinato al gerundio, è angelinajolieing e come il predecessore definisce un preciso atteggiamento, una pratica che ricorda il vogueing di Cicconiana memoria. Stavolta però la moda non arriva dall’alto ma dal basso, e porta con sé una sana dose di ironia. Gli atteggiamenti delle star infatti non solo vengono commentati, imitati, criticati, ma anche, per la prima volta, demitizzati. Una demitizzazione che passa attraverso un gioco globale a cui tutti possono partecipare. Peluche inclusi.



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