Live Fashion Meme

Chanel-catwalk

This is the last Chanel runway at the Grand Palais in Paris. Models are dressed like stormtroopers and walk through the corridors of a data centre. Cultural remix is reaching vertiginous heights. This is a new genre: this is a live fashion meme.

La celebrità al tempo della rete: quando il nome diventa verbo



C’era una volta lo scarlettjohansoning, meme nato in seguito allo diffusione delle foto rubate dal cellulare dell’attrice americana Scarlett Johanson. Un’ondata inarrestabile (a differenza di fenomeni simili, questo non accenna a spegnersi) di ritratti con il fondoschiena ben in vista, rigorosamente scattati con il cellulare davanti allo specchio.
In queste ore la stessa sorte, quella di veder trasformato il proprio nome in un verbo, è toccata ad Angelina Jolie, “colpevole” di essersi fatta fotografare sul red carpet della notte degli Oscar in una posa un tantino costruita: spacco ascellare e gamba destra nuda che spunta di lato (un po’ rinsecchita, a dire il vero). Il neonato verbo, come sempre declinato al gerundio, è angelinajolieing e come il predecessore definisce un preciso atteggiamento, una pratica che ricorda il vogueing di Cicconiana memoria. Stavolta però la moda non arriva dall’alto ma dal basso, e porta con sé una sana dose di ironia. Gli atteggiamenti delle star infatti non solo vengono commentati, imitati, criticati, ma anche, per la prima volta, demitizzati. Una demitizzazione che passa attraverso un gioco globale a cui tutti possono partecipare. Peluche inclusi.



The Pepper Spraying Cop

Il video l’abbiamo visto tutti, e continua a rimbalzare sui social network di tutto il mondo (un po’ meno sui media tradizionali), suscitando indignazione e una comprensibile ridda di polemiche. Nel filmato, girato lo scorso 18 novembre, si vede Lt. John Pike, poliziotto in servizio presso la California University a Davis, spruzzare spray urticante direttamente negli occhi di uno sparuto gruppetto di studenti, seduti in dimostrazione pacifica in un viale del campus. Quello che colpisce, oltre all’atto in sé, è la nonchalance dell’ufficiale, che passeggia disinvolto di fronte ai ragazzi e li attacca con lo spray con l’aria di qualcuno che stia liberando la soffitta dagli scarafaggi. Queste immagini hanno fatto subito il giro del mondo e sono diventate uno degli emblemi del movimento di protesta statunitense, che trova il suo fulcro nel gruppo OWS (Occupy Wall Street), anch’esso sgombrato con la forza qualche giorno fa da Zuccotti Park, ma nient’affatto spento.

La potenza virale dell’immagine dell’ufficiale spruzzatore (“the pepper spray cop”) ha però superato i confini della semplice condivisione, trasformandosi in un vero e proprio “meme” (così vengono chiamati i contenuti virali sul web, specie quando contemplano infinite reinterpretazioni del tema originale). Da ieri sera John Pike ha fatto ufficialmente il suo ingresso nella storia dell’arte, grazie a una serie di divertenti fotomontaggi che lo vedono inserito in alcune tele storiche: da Le dejuner sur l’erbe di Manet a La Grande Jatte di Seurat. Passando per Delacroix e Michelangelo. Da qualche ora, poi, sono apparse anche versioni un po’ più contemporanee, che coinvolgono Banksy e Marina Abramovic, e la catena non sembra destinata a fermarsi…

Star Wars Kid: il viral video prima di Youtube

Il video che ha come protagonista lo studente canadese Ghyslain Raza è uno dei più virali di tutti i tempi (un articolo della BBC del novembre 2006 parla di 900 milioni di views). Il filmato, girato il 4 novembre 2002 in un piccolo studio allestito nella scuola superiore del ragazzo, in Quebec, mostra Raza, allora quindicenne, mentre fa roteare un’asta di quelle usate per recuperare le palline da golf, imitando le battaglie di Guerre Stellari. Il 19 aprile 2003, un compagno di scuola del futuro “Star Wars Kid” trova la registrazione, lasciata nel nastro per errore, e la mostra agli amici.

Tutti insieme decidono di fargli uno scherzo, riversano il video in digitale e lo uploadano sulla rete peer to peer Kazaa. Se consideriamo che l’episodio risale all’era pre-Youtube, e che quindi la condivisione dei contenuti video su Internet non era né semplice né immediata, la velocità di propagazione del fenomeno risulta eccezionale. Ci vollero solo due settimane perché il video facesse il giro del mondo. E dopo soli cinque giorni dalla sua comparsa in rete (il 24 aprile 2003) Bryan Dube, impiegato alla Raven’s Software, aggiunse gli effetti speciali, trasformando l’asta da golf in una vera spada luminosa. Il “ragazzino di Star Trek” era dappertutto: nei forum, nelle chat e nelle caselle e-mail, mentre, nel frattempo, le versioni alternative del video aumentavano (versione Matrix, Il Signore degli Anelli, Indiana Jones, con Yoda e con i Teletubbies).

Ghyslain Raza però non gradì l’improvvisa e non richiesta popolarità, sentendosi vittima di un dileggio di dimensioni globali, e la famiglia del ragazzo intentò una consistente causa per danni (225,000 dollari canadesi) contro gli studenti responsabili di aver diffuso online il video. I genitori dichiararono che il ragazzo aveva avuto bisogno di cure psichiatriche per lo stress ricevuto e che era stato costretto a lasciare la scuola.
Tuttavia, la diffusione del video in cui Raza, con tutta la sua goffagine adolescenziale, imitava i combattimenti con spade luminose di Darth Maul in Guerre Stellari, non può essere attribuita soltanto a un, pur presente, atteggiamento canzonatorio. Il video era linkato in tutti i più importanti siti web dedicati agli appassionati di tecnologia e di videogiochi, e il “ragazzino di Guerre Stellari” fu immediatamente “adottato” dal popolo dei nerd di tutto il mondo (tra i quali, com’è noto, si annidano i più grandi fan dei film di George Lucas). Vennero organizzate petizioni per far comparire Gaza come attore in un episodio della saga e persino una colletta per regalargli un iPod (per ricompensarlo di “tutti i guai che ha passato per divertirci”).