______.jpg

Alan Belcher, “______.jpg”, 2012

“Alan Belcher has produced new work for this exhibition, a ceramic multiple edition. Known for his pioneering of the photo-object_ genre (artworks which fused the disciplines of photography and sculpture); he has furthered that exploration with a multiple series of what can be seen as perhaps the ultimate “photo-object”. Belcher has taken the ephemeral nature of the universal jpeg, and solidified its default icon into a standard image surrogate. The edition entitled “______.jpg” was fabricated in China, is a series of 125 pieces each signed and dated.” 25 Years of Talent at Marianne Boesky Gallery, curated by Michelle Grabner May 2 – Jun 16, 2012.

[via jockohomo]

Not Sure if Art

Aled Lewis, Post post-modern ironic art for a cynical world. 297 x 420 mm (11.7 x 16.5 in) 5 colour screen print on Sirio 350gsm. Signed, numbered edition of 50. Lovingly hand-made in London, England for the “Memes” group show

Bruce Nauman was planking before it was cool

Bas Jan Ader

Il meme “First World Problems”

Esiste un vero e proprio genere di video su Youtube che è stato efficacemente battezzato emotional porn. Confessioni accorate, pianti dirotti, richieste di aiuto. Un sito, Webcam Tears, che si presenta come un progetto artistico collaborativo, sta riunendo in questi giorni decine di contributi accomunati dal profluvio di lacrime davanti alla webcam, individuati come “la nuova pornografia” in un momento in cui mostrare la nudità è tutto meno che scioccante. I pianti che troviamo in queste pagine però hanno spesso l’aria di essere teatralmente messi in scena. E sono quasi soltanto di giovanni ragazze. Come se il piagnucolio fosse una prerogativa tutta femminile e solo adolescenziale.

Mentre guardavo questi video mi è venuto in mente I’m too sad to tell you, opera di Bas Jan Ader del 1971 in cui l’artista piangeva silenziosamente davanti alla videocamera.

Le webcam però ancora non c’erano e la sofferenza,vera o verosimile, viene qui messa a completo servizio dell’opera d’arte, in un tentativo di scuotere un pubblico borghese sempre più assuefatto e reso passivo dal fuoco incrociato del consumismo e di una fagocitante cultura televisiva.
Le connessioni visive e comportamentali tra la performance art degli Anni Sessanta e Settanta e alcune forme di espressione e auto-rappresentazione portate alla ribalta dagli utenti del web sono sempre più numerose e sorprendenti. Eccone un’altra qui sotto. Nelle foto, rispettivamente, Bruce Nauman nel suo studio e un utente anonimo del Web alle prese con una delle più famose internet-manie: il planking.

Bruce Nauman

Il Planking

O restando su Bas Jan Ader (già che ci siete, la sua biografia va letta):

Ma se c’è un genere davvero estremo su Youtube che riguarda gli adolescenti, non è quello dei pianti né quello del planking o del falling. Sono i video intitolati “Am I Pretty or Am I Ugly“, in cui ragazzini da ogni parte del mondo (spesso bambini) si espongono al giudizio degli utenti del Web chiedendo un parere sul proprio aspetto fisico, pronti ad affrontare qualsiasi tipo di reazione, dalla più gentile e adulatoria alla più aggressiva e devastante. E tutti insistono su un punto: vogliono sapere la verità. A qualsiasi costo. “Be honest, I can handle it”, dice la ragazzina bionda. Le insicurezze tipiche del periodo adolescenziale si trasformano in uno spettacolo amaro; la ricerca di conferme è assurdamente spericolata. Tanta gente piange per finta, sia davanti a una webcam che nella cosiddetta “vita reale”, ma la messa a nudo qui è davvero radicale. E fin troppo vera.

Time portraits

Time-lapse portraits layered and cut to reveal the passage of time, by Nerhol:

“The numerous portraits are actually different, photographed over a period of three minutes as the subject tried to sit motionless, the idea being that it’s impossible to ever truly be still as our center of gravity shifts and our muscles are tense. The portraits are actually a layered lime-lapse representing several minutes in the subjects life and then cut like an onion to show slices of time, similar to the trunk of a tree.”

[via colossal]

Art in the Era of the Internet

“The internet has intensified connections between people across the planet. In this episode we take a look at the impact of this new interconnectivity on the art world. Traditional funding models are dissolving, new forms of expressing ownership have arisen to accomodate for remix culture, and artists are finding ways to connect physical art experiences and traditions to the internet. In the digital era, the experience of art from the perspective of the artist and the art audience is shifting rapidly, and bringing more people into the creative process. “

The Twitter version of Marclay’s The Clock

“Nearly every second, a user on Twitter tweets about what time it is. It could be groaning about waking up, to telling a friend when to meet, to an automated train scheduler altering when the next one is coming. By searching Twitter for the current time we get a tiny glimpse of how active and far reaching the social network is.”

Actually, Chirp Clock makes much more sense that The Clock, a dull, overrated work that manages to impress us only for the giant amount of work and money necessary to make it (it’s really fun to watch, though).

[via kottke]

Blitz

Blitz, a performance by Marcello Maloberti for MACRO (Museum of Contemporary Art Rome).