A History of Political Remix Video (Before YouTube)

A History of Subversive Remix Video before YouTube: Thirty Political Video Mashups Made between World War II and 2005 – Curated by Jonathan McIntosh

“Filmmakers, fans, activists, artists, and media makers have been reediting television, movies, and news media for critical and political purposes since almost the very beginning of moving pictures. Over the past century, this subversive form of populist remixing has been called many things, including appropriation art, détournement, media jamming, found footage, avant-garde film, television hacking, telejusting, political remix, scratch video, vidding, outsider art, antiart, and even cultural terrorism.”

See the complete article and video collection via the Open Access online journal Transformative Works and Cultures:
http://journal.transformativeworks.org/index.php/twc/article­/view/371/299

Bruce Nauman was planking before it was cool

Bas Jan Ader

Il meme “First World Problems”

Esiste un vero e proprio genere di video su Youtube che è stato efficacemente battezzato emotional porn. Confessioni accorate, pianti dirotti, richieste di aiuto. Un sito, Webcam Tears, che si presenta come un progetto artistico collaborativo, sta riunendo in questi giorni decine di contributi accomunati dal profluvio di lacrime davanti alla webcam, individuati come “la nuova pornografia” in un momento in cui mostrare la nudità è tutto meno che scioccante. I pianti che troviamo in queste pagine però hanno spesso l’aria di essere teatralmente messi in scena. E sono quasi soltanto di giovanni ragazze. Come se il piagnucolio fosse una prerogativa tutta femminile e solo adolescenziale.

Mentre guardavo questi video mi è venuto in mente I’m too sad to tell you, opera di Bas Jan Ader del 1971 in cui l’artista piangeva silenziosamente davanti alla videocamera.

Le webcam però ancora non c’erano e la sofferenza,vera o verosimile, viene qui messa a completo servizio dell’opera d’arte, in un tentativo di scuotere un pubblico borghese sempre più assuefatto e reso passivo dal fuoco incrociato del consumismo e di una fagocitante cultura televisiva.
Le connessioni visive e comportamentali tra la performance art degli Anni Sessanta e Settanta e alcune forme di espressione e auto-rappresentazione portate alla ribalta dagli utenti del web sono sempre più numerose e sorprendenti. Eccone un’altra qui sotto. Nelle foto, rispettivamente, Bruce Nauman nel suo studio e un utente anonimo del Web alle prese con una delle più famose internet-manie: il planking.

Bruce Nauman

Il Planking

O restando su Bas Jan Ader (già che ci siete, la sua biografia va letta):

Ma se c’è un genere davvero estremo su Youtube che riguarda gli adolescenti, non è quello dei pianti né quello del planking o del falling. Sono i video intitolati “Am I Pretty or Am I Ugly“, in cui ragazzini da ogni parte del mondo (spesso bambini) si espongono al giudizio degli utenti del Web chiedendo un parere sul proprio aspetto fisico, pronti ad affrontare qualsiasi tipo di reazione, dalla più gentile e adulatoria alla più aggressiva e devastante. E tutti insistono su un punto: vogliono sapere la verità. A qualsiasi costo. “Be honest, I can handle it”, dice la ragazzina bionda. Le insicurezze tipiche del periodo adolescenziale si trasformano in uno spettacolo amaro; la ricerca di conferme è assurdamente spericolata. Tanta gente piange per finta, sia davanti a una webcam che nella cosiddetta “vita reale”, ma la messa a nudo qui è davvero radicale. E fin troppo vera.

Youtube Insult Generator

The YouTube Insult Generator by Adrian Holovaty is a hilarious search engine that sifts through YouTube comments for insults:

“This is a basically a “search engine for insults.” Type in a search term, and it’ll give you insults you can use against a person who doesn’t like that term.
For example, enter “the godfather,” and it’ll give you “You sleep with the fishes,” “You sleeps with horsehead in bed” and “You will get an offer you can’t refuse.” Enter “alfred hitchcock” and it’ll say “You had your eyes plucked out by crows” and “You have Vertigo.” Enter “mario brothers” and it’ll say “You aren’t Super enough for Mario,” “You can’t beat world 1-1″ and “You are bowser.” You get the idea.
It finds stuff only about 50% of the time, but it works surprisingly well when it does work. Try general terms (“car”) and pop culture (“michael jordan”, “i love lucy”). Each insult includes a link to its source YouTube video.”

[via the laughingsquid]

Bed Intruder: anatomia di un meme

Lui si chiama Antoine Dodson ed è il protagonista di uno dei più divertenti e dilaganti memes della storia del web. Originario di Huntsville, Alabama, Antoine ha fatto la sua comparsa in Rete nel luglio 2010, in un video caricato su Youtube. Il filmato era un breve servizio tratto da un telegiornale locale che raccontava la storia di un’intrusione in casa Dodson (sua sorella Kelly si era svegliata con un estraneo nel letto, messo poi rapidamente in fuga dalle urla e dall’arrivo dei suoi familiari).
Intervistato dai giornalisti della tv locale, Antoine rilasciò una bizzarra e accorata dichiarazione in cui esortava tutti a “nascondere i propri bambini, le proprie mogli e i propri mariti” e poi si rivolgeva direttamente al “bed intruder” sbeffeggiandolo e minacciandolo.

Il video divenne virale nel giro di pochi giorni, accumulando più di 4 milioni di views, e decine di parodie, citazioni e servizi giornalistici. Ma quello che renderà Dodson un mito definitivo è una canzone, “The Bed Intruder Song”, firmata dai fratelli Gregory, in cui la voce del ragazzo viene passata attraverso l’effetto “autotune” e montata su una base hip hop (canzone che ha poi scalato le classifiche di iTunes e Billboard).
A seguire, centinaia di cover della canzone, e poi grafiche, magliette e persino un costume di carnevale

Come molti altri fenomeni virali prima, anche “The Bed Intruder” segue uno schema riconoscibile, una progressione che comprende grosso modo quattro fasi: fama accidentale, diffusione virale, generazione di infinite parodie e versioni “mutate” e infine penetrazione nel circuito culturale mainstream.
In questa pagina di Knowyourmeme, trovate un’analisi dettagliata del fenomeno, con tanto di numeri e grafici.