Ieri sera, dopo una giornata massacrante di lavoro, sono letteralmente fuggita. Me ne sono andata al mare dai miei, dove posso dormire, cazzeggiare, andare in bicicletta, prendere il sole e soprattutto passare una 30ina di ore off line. Caldo e zanzare a parte sembra che la fuga infrasettimanale mi abbia fatto bene. Sono cos? rilassata che mi addormento ovunque. Zzzzz…..
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Tormentone della settimana #2
Devo aver sentito troppa radio negli ultimi dieci giorni, date le migliaia di km percorsi in macchina. Mi sono sorbita tutta la heavy rotation dei singoli in uscita.
Non so come ho fatto, ma con uno sforzo di concentrazione estremo sono riuscita a liberarmi dal ritornello di Bonito di Jarabe de Palo (che è praticamente Depende ma con un nuovo testo).
Invece sono stata tutto il weekend a canticchiare:
Fiori d’arancio, Carmen Consoli (2003)
ritornello
Ricordo il giorno del mio matrimonio,
l’abito bianco di seta ed organza,
nessuno sposo impaziente all’altare,
soltanto un prete in vistoso imbarazzo.
note e curiosità
La mia migliore amica (quella storica del liceo) sta per sposarsi e io so già che piangerò assai alla cerimonia. Mi sono sempre commossa davanti ai riti nuziali, perfino quando guardavo Scene da un matrimonio di Mengacci su Retequattro…
Vernice Fresca
Abbiamo passato metà di questo ponte del 25 aprile a ridipingere le pareti di casa. Ho ancora gli schizzi di vernice qua e là e dolori muscolari sparsi, ma vuoi mettere la soddisfazione? Tra l’altro, questa cosa di dipingere ce l’ho nel DNA io, mica cavoli.
Mio nonno era imbianchino e aveva la mania di dipingere qualunque cosa gli capitasse a tiro: scatole, spazzole, tavoli, sedie…La sua bicicletta aveva più strati di una parete palinsesto del VII secolo d.C. Grattando potevi risalire a tutte le epoche egli stili precedenti: giallo canarino, rosa antico, verde pisello…Quale fosse il colore originale, però, non l’ho mai saputo.
Crescendo devo aver male interpretato questa vocazione ereditaria ostinandomi a voler frequentare il Liceo Artistico. Per fortuna mi sono resa conto in tempo di non essere una pittrice. Qualche mio quadro ancora sopravvive per casa dei miei genitori, ma quando qualcuno mi chiede notizie sull’autore io li attribuisco ad un naif russo degli anni Venti…L’unica cosa che ancora mi diverto a fare sono i murales in camera di mio nipote, lui si che apprezza!
Roma, esterno notte
Roma, Via dei Fori Imperiali, quasi mezzanotte. Camminiamo godendoci una temperatura finalmente primaverile. Decidiamo di proseguire fino all’installazione che Mario Merz ha realizzato nei fori. Il bagliore blu della spirale di neon si vede da lontano. Tre persone sono affacciate alla balaustra. Sono Mario Merz, Marisa Merz e Laura Cherubini. Ci avviciniamo, parliamo un po’, la spirale ci ipnotizza. Lo sguardo di Marisa Merz è qualcosa che non posso raccontare, ha un’energia soprannaturale. Mi sento imbarazzata anche a parlare del più e del meno. Ad un tratto, di punto in bianco mi chiede : “Ma tu sei felice?” Farfuglio qualcosa, dico banalità, sfuggo il suo sguardo. “Sono contenta di averla conosciuta” le dico.
Alex Drastico sei tutti noi
Non basta il fatto che il lunedi sia già, di suo, una giornataccia. Ci si mettono anche loro. Loro chi? Gli spaccatori di specchietti! Questi individui, sul conto dei quali mi ritrovo spesso a pormi domande a la Vulvia (perchè lo facevano, chi li spingeva?), si aggirano per le strade del BelPaese a spaccare gli specchietti delle automobili altrui, con una spiccata perferenza per le macchine stranuove e per gli specchietti “pezzo unico”. Cioè quelli che la casa produce in serie limitatissime, sicchè se poi cerchi il ricambio per sostituirlo come minimo ti dirottano sull’isola che non c’è oppure ti organizzano una spedizione dall’Estremo Oriente. Il tuo nuovo specchietto arriva quando la macchina è già bella che rottamata e finisce a fare da soprammobile in bagno. Della s-proporzione tra il valore della macchina e il prezzo dello specchietto, poi, non parliamone proprio. Sono già abbastanza nervosa così.
Insomma, come è facile intuire ieri ho trovato la mia amatissima Citroen Saxo (Sassò per gli amici) con uno specchietto totalmente sradicato e tristemente penzolante. Ma chi! Ma come! Ma chi cazzo! M’hanno spaccato lo specchietto!…