Parola di papà


Roma, domenica sera. Pizzeria all’aperto in zona Monteverde. Papà e bambino paffuto mangiano una sontuosa pizza margherita. Ad un certo punto il padre fa: “Te l’ho detto tante vorte. Nun te lo devi scordà. Chi nun parla, soffre!!!”

Stati d’animo


Sono stata allo Stadio Olimpico a vedere i R.E.M. venerdi scorso (snobbando con molta nonchalance e orgoglio pop il vernissage della Biennale). Mi è rimasta in testa questa strofa, che si accorda in dissonanza con il mio stato d’animo.

they claim to
walk unafraid
I’ll be clumsy instead

Catenine di Sant’Antonio

Nonostante la mia storica avversione per questo tipo di catene, cedo e rispondo.

# Peso dei files musicali nel mio disco esterno: Circa 15 GB
# L’ultimo CD che ho comprato: Velvet, 10 motivi
# Canzone che sto ascoltando ora: Travis, Baby one more time
#Cinque canzoni che ascolto spesso: Gary Jules, Mad World / Starsailor, Four to the Floor / The Pixies, Where is my mind / Blur, Parklife / Talk Talk, It’s my life
# Cinque a cui passo il testimone: si accettano candidature spontanee

Ode alle dolci serate in enoteca

Signore hai fracassato la caraffa colma di vino.

Signore mi hai sbattuto la porta della vita in faccia.

Hai rovesciato per terra il vino sincero, mi venga

Un colpo se non sei un ubriacone, Signore.

OMAR IBRAHIM KHAYYAM

(Poeta persiano, XI-XII secolo)

p.s. ciao federico

Il barista salutista

Può capitare, in fondo. Può succedere che vai in un bar, ordini un caffè decaffeinato e il barista sorridente te lo fa. Poi può anche capitare che mentre lo sorseggi lui si addentri in dettagliate descrizioni sul dannosissimo processo industriale a base di ammoniaca per eliminare la caffeina. E poi prosegua su quello, anche peggiore, di sbiancamento dello zucchero. E poi ti ricordi che per digerire un comune cappuccino ci vogliono 4 ore. E che la dieta mediterranea non è così sana come dicono. Per finire con la rivelazione shock: nelle Pringles non c’è traccia di patata!

Piccole storie di ordinaria paranoia. Vero Chiara ? ;-)

Valentina strikes back

Eccomi qua, sono tornata. Alive and kicking, nonostante tutto. Le notizie sono due, una bella e una brutta. Io ho sempre pensato che fosse meglio sentire prima quella bella perchè almeno te la godi in santa pace. Se invece ti becchi quella brutta subito poi l’altra deve essere TROPPPOOOO bella per rimetterti su.

Teorie a parte, la buona notizia è che ho cominciato finalmente a scrivere il mio tanto sospirato libro. Ho lasciato da parte molte altre mansioni secondarie per dedicarmi solo a questo progetto. Almeno fino a giugno.

La notizia è buona perchè nei prossimi mesi sarò certamente una persona migliore, più allegra, concentrata e bendisposta verso il prossimo. Questo è sempre stato l’effetto che hanno su di me lo studio e la scrittura. Passando alla cattiva notizia: non so quanto riuscirò a curare questo benedetto blog, che ho tanto bistrattato negli ultimi due mesi. Però non voglio tirarmela ed emulare William Gibson, che chiude il blog quando comincia a scrivere romanzi. Quindi sarò intermittente, ma non troppo.

Per un attimo l’ho pensato

Secondo me la pagina di pubblicazione di blogger si emoziona quando mi vede arrivare, vista l’estrema rarità delle mie apparizioni. Il risvolto più interessante di tutta la faccenda è che a quanto vedo amici e parenti deducono informazioni sulla mia salute mentale e sul mio ritmo di vita dalla frequenza e dal tono dei miei post. Mi telefonano preoccupati pensando che abbia optato per la legione straniera. Oppure teorizzano un mio prossimo e inevitabile moto di rigetto verso la tecnologia.

Ma ora basta scusarsi e cambiamo argomento. Ne ho viste di cose in questo periodo (mostre, film, amici dispersi, albe e tramonti), ma c’è un dialogo che mi è rimasto impresso e che mi gira in testa più di tutto il resto:

“You didn’t think it was going to be that easy, did you?”

“You know, for a second there… yeah, I kinda did”

La riconoscete? Sono Liucy Liu e Uma Thurman in KIll Bill.

Beh, anche io, per un attimo, l’ho pensato…E mi sa che mi sbagliavo. Non è per niente facile.

La seconda che hai detto…

Mamma mia. E’ passato quasi un mese dal mio ultimo post. Cosa significa? Che la mia vita sta diventando un tantino troppo frenetica. Che dormo poco, lavoro troppo e soprattutto sono sempre troppo stanca per postare…

Non ho risposto.

Ricominciamo daccapo. L’ultimo post risale al 25 di ottobre. Come mai? Perchè non riesco a navigare molto, perchè non ho letto i giornali e ho guardato solo le figure, perchè ho un nuovo lavoro scassapalle ma bisogna pure campare?

Non mi convinci, bella…Tenta ancora.

Si accettano proposte

Attenzione: sto per fare un uso iper-personale e molto scorretto di questo spazio.

Mettete il caso che: io scrivo per una testata giornalistica per oltre un anno; non mi pagano (nonostante le ripetute promesse); la redazione mi tratta pure male; io decido a malincuore di abbandonare il progetto. Poi vedo il giornale in edicola, lo sfoglio e scopro che nella mia ex-rubrica c’è un articolo di una tizia che è un plagio/maldestra scopiazzatura di un mio articolo di oltre tre anni fa (pure bruttarello devo dire…).

Ecco, io adesso vorrei da tutte le persone che leggeranno questo post suggerimenti su possibili meccanismi di: ritorsione, rappresaglia, venedetta, sabotaggio et similia.

Sono tutta orecchi.

Do’stava (e che faceva)?

Sono di nuovo nell’afosa Roma. Al momento bunkerata in casa con l’aria condizionata a tutta birra. Nelle scorse settimane sono stata in Friuli, in Slovenia e in Croazia. Ho visto molte città straordiarie e spiaggette paradisiache: ho dormito più di quanto un essere umano possa realisticamente riuscire a fare, mangiato a quattro ganasce e letto finalmente qualche romanzo. Di arte non ne ho vista granchè ma qualche cosetta nei prossimi giorni ve la racconto. Qualche computer collegato l’ho effettivamente trovato, ma, lo confesso, la nullafacenza si era completamente impossessata di me. E’ uscito il mio primo articolo su Gulliver, nel numero di agosto. Argomento: progetti d’arte wireless. Ho invece smesso, dopo un anno e mezzo, di scrivere su Next Exit per problemi di incompatibilità con la redazione.

Ah, dimenticavo il lieto evento: tra 3 giorni, il 10 agosto, RANDOM compie due anni. La sua mamma è molto orgogliosa :-)

Chiuso per ferie

Domani parto per le vacanze. E meno male perchè altri due giorni di lavoro e finivo in qualche trafiletto di cronaca nera del Messaggero. Se un computer collegato ad Internet incrocerà, per caso, la mia strada, far? qualche comparsata sul blog. Altrimenti ci si scrive tra due settimane. Haloa!

Fuga da La Sapienza

Ieri sera, dopo una giornata massacrante di lavoro, sono letteralmente fuggita. Me ne sono andata al mare dai miei, dove posso dormire, cazzeggiare, andare in bicicletta, prendere il sole e soprattutto passare una 30ina di ore off line. Caldo e zanzare a parte sembra che la fuga infrasettimanale mi abbia fatto bene. Sono cos? rilassata che mi addormento ovunque. Zzzzz…..

Tormentone della settimana #2

Devo aver sentito troppa radio negli ultimi dieci giorni, date le migliaia di km percorsi in macchina. Mi sono sorbita tutta la heavy rotation dei singoli in uscita.

Non so come ho fatto, ma con uno sforzo di concentrazione estremo sono riuscita a liberarmi dal ritornello di Bonito di Jarabe de Palo (che è praticamente Depende ma con un nuovo testo).

Invece sono stata tutto il weekend a canticchiare:

Fiori d’arancio, Carmen Consoli (2003)

ritornello

Ricordo il giorno del mio matrimonio,

l’abito bianco di seta ed organza,

nessuno sposo impaziente all’altare,

soltanto un prete in vistoso imbarazzo.

note e curiosità

La mia migliore amica (quella storica del liceo) sta per sposarsi e io so già che piangerò assai alla cerimonia. Mi sono sempre commossa davanti ai riti nuziali, perfino quando guardavo Scene da un matrimonio di Mengacci su Retequattro…

Vernice Fresca

Abbiamo passato metà di questo ponte del 25 aprile a ridipingere le pareti di casa. Ho ancora gli schizzi di vernice qua e là e dolori muscolari sparsi, ma vuoi mettere la soddisfazione? Tra l’altro, questa cosa di dipingere ce l’ho nel DNA io, mica cavoli.

Mio nonno era imbianchino e aveva la mania di dipingere qualunque cosa gli capitasse a tiro: scatole, spazzole, tavoli, sedie…La sua bicicletta aveva più strati di una parete palinsesto del VII secolo d.C. Grattando potevi risalire a tutte le epoche egli stili precedenti: giallo canarino, rosa antico, verde pisello…Quale fosse il colore originale, però, non l’ho mai saputo.

Crescendo devo aver male interpretato questa vocazione ereditaria ostinandomi a voler frequentare il Liceo Artistico. Per fortuna mi sono resa conto in tempo di non essere una pittrice. Qualche mio quadro ancora sopravvive per casa dei miei genitori, ma quando qualcuno mi chiede notizie sull’autore io li attribuisco ad un naif russo degli anni Venti…L’unica cosa che ancora mi diverto a fare sono i murales in camera di mio nipote, lui si che apprezza!