Taglia e cuci


Ricamo e cucito sono attività entrate a pieno diritto nel bagaglio tecnico degli artisti contemporanei. Gli esempi che si potrebbero citare sono tantissimi: l’amore per il ricamo di Francesco Vezzoli, le scene osè di Ghada Amer, il ricamo politico di Rainer Ghanal. Solo tre nomi presi a caso da almeno un centinaio di esempi possibili. C’è anche chi (microRevolt) considera il lavoro a maglia come un’attività rivoluzionaria, in un’epoca in cui tutto è industriale e standardizzato.
Negli ultimi giorni mi sono imbattuta in altri due esempi di cucito-ricamo fuori dagli schemi. Le opere “supercattive” di Patricia Waller e le toppe ricamate a mano di Mary Yaeger.

Nati per provocare

Un mensile tedesco (vai a capire per quale bislacco motivo) ha voluto intervistare l’artista concettuale-beffardo-svizzero Gianni Motti e la scrittrice-lolita-bestseller Melissa P.. Insieme. Lui è quello della saponetta fatta con il grasso facciale di Berlusconi. Lei quella del vendutissimo 100 colpi di spazzola. Il filo conduttore tra i due sarebbe… che sono due provocatori.
Lo racconta la stessa Melissa in un post sul suo blog. Pare che l’intervista sia durata addirittura 5 ore e che si sia finiti a parlare della morte del papa e dell’ostentazione della sua salma. Definita dai due “pura e semplice pornografia”. Provocatori…

The kill yourself game


Rebecca Cannon e Karen Jenkins hanno messo a punto un gioco in java per dispositivi mobili dedicato a chi non si sopporta più. Non ti piaci e vorresti farti fuori? Scegli un personaggio che ti assomiglia, seleziona il tuo grado di auto-odio e clicca play. Il gioco finisce quando il programma decide che ti sei auto-perseguitato a sufficienza…

[via selectparks]

Kissing Batman


La DC Comics minaccia la galleria Kathleen Cullen Fine Arts (Chelsea, NY) di intentare una pesante causa legale se gli acquarelli di Mark Chamberlain non verranno rimossi dalle pareti. I quadri in questione mostrano Batman e Robin in pose sfacciatamente omosessuali (baci, abbracci e nudità varie). La scena del bacio è molto romantica…

[via artforum news]

Musicista in forma di pera


Durante le ferie sono stata ad Honfleur, delizioso porticciolo della Normandia, famoso, tra le altre cose, per aver ospitato diversi impressionisti (tra cui Eugene Bodin, che vi abitava stabilmente). Meno nota la presenza nella cittadina della casa di Erik Satie. La sua abitazione è stata trasformata, da qualche anno a questa parte, in una sorta di museo multimediale a lui dedicato. A parte qualche dettaglio da Luna Park di periferia, presenta alcune soluzioni molto suggestive, come il piano che “suona da solo” nella candida stanza all’ultimo piano dell’edificio.
Ma la cosa più buffa si trova proprio all’entrata, dove il visitatore viene accolto da un’enorme pera volante, che sbatte le ali sulle note di Gymnopedie. Nel 1903, il geniale musicista francese aveva infatti composto “I tre pezzi in forma di pera”. Sul depliant del museo dicono che simboleggi la sua anima che si libra verso il cielo dopo la sua morte.

Lucciole tecnologiche


John Schimmel è l’autore del progetto Fireflies, un gruppo di lucciole fatte di lampadine e circuiti elettronici. Chiuse in barattoli di vetro, naturalmente. Non solo si illuminano, ma possono essere usate per comunicare a distanza. Tamburellando sui barattoli si possono mandare messaggi luminosi ad altri barattoli di lucciole collegati in rete nelle vicinanze.

[via eyebeam reblog]

You are alive!


All’interno della mostra Translation, in corso al Palais de Tokyo di Parigi, si può fare la conoscenza di Inochi, recente creazione del vulcanico artista giapponese Takashi Murakami. Inochi (che in giapponese significa pressapoco “vita”) è un simpatico androide bambino. Oltre alle sculture a grandezza naturale, è in mostra anche un video, della durata di un minuto circa, che riunisce tre spot pubblicitari con episodi della vita di Inochi. Al grido di “Inochi, Inochi, You are alive!”, le tre storielle raccontano del piccolo alieno alle prese con la vita scolastica giapponese e con i disagi della sua parte “umana” (l’amore, la vergogna, la digestione…)

Una nave fantasma sulle coste inglesi


Una piccola imbarcazione senza equipaggio si è aggirata per le coste britanniche per oltre un mese. Attraccando ogni notte in un porto diverso, tra cui Peterhead, Stonehaven, Anstruther, Eyemouth e Farne Islands. Partita alla fine di giugno, Sixareen (questo il nome dell’imbarcazione), raggiungerà oggi il suo traguardo finale: Newcastle-upon-Tyne.
La “nave fantasma” (Ghost Ship), frutto di una lunga progettazione di equipe, non è altro che l’ultima opera di public art dell’artista americano Chris Burden, passato a progetti più soft dopo gli eccessi di gioventù. E’ passato alla storia dell’arte, infatti, per essersi fatto sparare addosso -su un braccio, per la precisione- da un amico. Era il 1971…

La polizia a scuola d’arte


Interessante iniziativa della polizia di New York. Portano i componenti del reparto investigativo presso la Frick Gallery e li allenano all’osservazione tramite lo studio delle opere d’arte. “I delitti -e l’arte- possono essere risolti facendo attenzione ai dettagli”, hanno giustamente commentato. L’articolo è del Wall Street Journal di ieri (è richiesta la registrazione).

*update: il testo dell’articolo è disponibile anche qui

Capolinea

E’ veramente ora che me ne vada in vacanza. Stanotte ho sognato che ero al cinema e mentre vedevo un film con i sottotitoli mi sfuggiva completamente il senso di un dialogo. Beh, sapete cosa ho fatto? Ho tirato fuori un telecomando e ho mandato indietro la sequenza. Ma non spingendo REW, CLICCANDO sul pulsante BACK del browser…

Giudice Santi Licheri….


Questa è proprio bella. I due artisti italiani più ricchi e famosi a livello internazionale coinvolti in un battibecco sentimental-lavorativo in pieno stile Forum. Vanessa Beecroft rivela una passata liason con Maurizio Cattelan e rincara la dose accusandolo di rubarle le idee.
Cattelan risponde alle accuse con un inattaccabile (e paraculo): “Warhol rubava forse l’identità di Marilyn Monroe quando la dipingeva? E Cezanne cosa faceva? Rubava le mele? Nell’arte tutto quello che puoi fare è appropriarti di quello che ti circonda. Non è mai un furto. Al massimo un prestito. A differenza dei ladri, gli artisti restituiscono sempre quello che rubano”.

Nella foto, gli unici lavori dei due artisti che presentano una, seppur lontana, assonanza.