
Benvenuti nell’era del recap-rock…

Benvenuti nell’era del recap-rock…

Ho sempre avuto un certo debole per i rituali. Sarà che ho un animo nostalgico. Allora, come ogni anno, ecco il post natalizio con colonna sonora ufficiale. E che la febbre del Natale vi contagi con moderazione…
[img via netamichelin / music via wfmu]

Ha ragione WFMU. Vogliamo una raccolta stile “The work of director” di Russel Mulcahy. I suoi video SONO gli anni Ottanta. Per chi l’ha visti e per chi non c’era…
qualche esempio?

Un progetto di Emanuelle Antille e Jean-Luc Manz. Una casa per le bambole a dimensione “umana” è stata il palcoscenico per le esibizioni di 11 rock band durante l’estate a Môtiers, in Francia. Rock Da Dollhouse!
[via moreismore]

Pazza, surreale, scorribanda amorosa. E’ Peacebone, primo singolo del nuovo album degli Animal Collective…
And an obsession with the past is like a kid flying
Just a few things are related to the old times
When we did believe in magic and we didn’t die
It’s not my words that you should follow, it’s your insight…
sul sito del regista, Timothy Saccenti, e su Youtube
[via no fat clips!!!]

Mentre l’estate scorreva pigra è successo anche questo. Abbiamo perso Jeremy Blake, uno dei pochi videoartisti di talento del nostro tempo. Mi era capitato di intervistarlo all’inizio di quest’anno, e al contrario di quello che mi succede in genere in questi casi, parlare con lui non mi aveva deluso. Le sue cose migliori non sono visibili in rete, ma oggi ho trovato questo, un videoclip girato per la tristissima Round The Bend (2002), di Beck…
We don’t have to worry
Life goes where it does
Faster than a bullet
From an empty gun

Tornata. Sana e salva. E grazie a Dio anche con le pile super-cariche. Mediaterrae è stato incredibile, un concentrato di energia, creatività, passione e vero scambio. Mi mancano già tutti. E mi mancano la tarantella, il caciocavallo, il preziosissimo divano di Sara, le risate, e persino la musica sparata a tutto volume la mattina per svegliarci. Ok, bando alla malinconia, lascio un po’ di link con foto e video. Si pensava di mettere su al più presto un blog per condividere i materiali e seguire il work in progress del DVD fino alla sua uscita. Vi tengo aggiornati…
(For non-speaking italian people: I’m back, I miss you all. Thanks a lot for the amazing week. Here are some photos and videos…)
Le mie foto
Le foto di Leandro
Le foto di Paolo
Burnt Friedman & Jaki Liebezeit – Anders Weberg & Robert Willim (video)
Deadbeat – Jeffers Egan (video)
Mediaterrae Night – Tarantella (video)
Rechenzentrum and Deadbeat/Jeffers Egan (video)
Burnt Friedman/Jaki Liebezeit /Anders Weberg/Robert Willim (video)

Periodo frenetico-isterico. Entusiasmi e adrenaline, alti e bassi, decisioni da prendere. Per dirla alla Carotone “vita intensa, felicità a momenti e futuro incerto“. In attesa di ristabilire il consueto equilibrio instabile vi segnalo la mia ultima fatica. Il progetto si chiama Mediaterrae e ne sono molto orgogliosa. Tutte le info qua.
Se riuscirò a connettermi dai monti irpini posterò foto e resconti dell’avventura digital-carnevalesca. Stelle filanti colorate a tutti voi…

Voglia di campanellini, biscotti allo zenzero e baci sotto il vischio? Intanto godetevi l’album definitivo per le vacanze di Natale. Auguri a tutti. E che possiate ricevere il regalo giusto (uno di quelli impossibili da impacchettare…)
[via the groove grotto!]

Questo è il christian rock che sognavamo. Ma che non ci azzardavamo nemmeno ad immaginare. Un po’ di atmosfera natalizia in anticipo ce la regalano i Sin Destroyers, la “rock band più cristiana del mondo”. Il videoclip di Gifts to the world racconta come Gesù Cristo si sia sacrificato affinchè ognuno di noi possa ricevere i balocchi di natale…
[via no fat clips!!!]

I’ve been working on a piece that speak of sex and desperation
I’ve been screwing on the tracks of abandoned track stations
One, two, three, four
Art Star
I got a deal in Tokyo
I got a rep in France
I got a agent in Rome
Shit i got a gallery in New York!
Its a mad house this modern life
Its a mad house my faithless bride
Art Star
(Art Star, Yeah Yeah Yeahs, 2001 – mp3)

Un video di Michel Gondry e Lauri Faggioni per Devendra Banhart. Un nastro rosso sangue che scorre e non finisce mai. E non si smarrisce mai…
I’d like to sing to you, if you’d like me too
I’d like to sing to you, if you’d like me too
I’d like to sing, sing, sing, sing, sing to you
I’d like to dance with you, if you’d like me too
I’d like to dance with you, if you’d like me too
I’d like to dance, dance, dance, dance, dance with you
I’d like to sleep with you, if you’d like me too
I’d like to sleep with you, if you’d like me too
I’d like to sleep, sleep, sleep, sleep, sleep with you
Ribbons around the fumes, we’ll be sleeping soon
Ribbons around the fumes, we’ll be sleeping soon

Questo mi sembra lo spirito giusto per cominciare con entusiasmo e rinnovato sprint il faticosissimo autunno che mi aspetta…
you’re a million ways to be cruel
(one zero zero zero zero zero zero cruel)
you’re a million ways to be cruel
(one zero zero zero zero zero zero cruel)
you’re a million ways to be cruel
[via roba]
Mi prendo un po’ di vacanza. Poco probabile l’apparizione di nuovi post nelle prossime due/tre settimane. Prima però vado qualche giorno ad Interferenze, festival di arte e musica digitale a San Martino Valle Caudina (3-5 agosto). Mi sono occupata della selezione dei video di cui potete trovare una lista qui. La manifestazione si preannuncia molto interessante, soprattutto nella sua fusione di digitale e campagnolo…
*update: qui trovate le foto scattate al festival

Il nuovo videoclip del sempre più visionario Chris Cunningham. La canzone è di un gruppo punkeggiante londinese dal significativo nome: The Horrors. Quindi niente elettronica stavolta. Ma pare che Cunnigham abbia dichiarato in proposito: “I’d find it hard to make a video for a track which sounded completely retro. It would just make me think of old things. To me, ‘Sheena is a Parasite’ sounds very special and futuristic.”
Leggendo tra le pagine di Director’s File dedicate al regista, ho scoperto che ci sono due progetti naufragati, che riguardano entrambi possibili riadattamenti cinematografici di capolavori della letteratura cyberpunk: Neuromancer di William Gibson e A Scanner Darkly di Philip K. Dick (quest’ultimo doveva avere addirittura la sceneggiatura di Charlie Kaufman). A Scanner Darkly è comunque diventato un film, diretto da Richard Linklater, per Neuromancer l’attesa continua…

Due robot che vogliono diventare umani. Detto così sembra un po’ la storia di Pinocchio in versione cyber. Invece è la trama di Electroma, il film firmato dal duo musicale parigino Daft Punk. Il tema umano vs tecnologico era già centrale nella loro poetica musicale e nei loro videoclip. Aspettiamo il film godendoci il trailer; l’atmosfera è kubrickiana…
Buy it, use it, break it, fix it,
Trash it, change it, mail- upgrade it,
Charge it, point it, zoom it, press it,
Snap it, work it, quick- erase it,
Write it, cut it, paste it, save it,
Load it, check it, quick- rewrite it,
Plug it, play it, burn it, rip it,
Drag it, drop it, zip- unzip it,
Lock it, fill it, curl it, find it,
View it, coat it, jam- unlock it,
Surf it, scroll it, pose it, click it,
Cross it, crack it, twitch- update it,
Name it, rate it, tune it, print it,
Scan it, send it, fax- rename it,
Touch it, bring it, pay it, watch it,
Turn it, leave it, stop- format it.
(Daft Punk, Technologic, 2005)
[via blogyourmind]

Qualcuno l’avrà detto a Jack e Meg White che Seven Nation Army è un inno da stadio? La capitale, travolta dal delirio calcistico, intona in coro un brano di rock minimalista. Miracoli della postmodernità…
Le immagini le abbiamo viste tutti, in tv, sui giornali, in rete, per le strade. Proviamo ad ascoltare la colonna sonora di questa vittoria. Mentre ci viene un sospetto: che il video di Douglas Gordon e Philippe Parreno abbia portato un po’ di proverbiale sfiga a Zizou? Il titolo del film, Zidane a 21st Century Portrait, suona oggi quantomeno sinistro. Per non parlare delle dichiarazioni degli autori (“Perché proprio Zidane?” domanda il giornalista francese Frédéric Hermel a Parreno prima della proiezione. “Perché è un gentleman”.)
L’urlo di Roma
The stadium loop
Totti’s version
Campioni del mondo
nella foto: Carsten Holler

Bellissimo l’ultimo progetto dei Residents. In vendita nei negozi c’è il loro nuovo doppio album, River of Crime (una sorta di sceneggiato a puntate ispirato a quelli radiofonici degli anni Quaranta) ma la confezione contiene due CD vergini. Pronti per essere masterizzati dall’acquirente, che può scaricare i podcast da internet grazie ad un codice contenuto nel pacchetto. Ma soltanto a collezione completata. Imperdibile anche la loro pagina su myspace, in cui si definiscono: “Four interior decorators of the Apocalypse”…

Il claim è: “When You Play Host Better Than You Play Piano”. Pensato per cene raffinate tra amici, The Concerto Table è un tavolo a forma di pianoforte a coda, con colonna sonora incorporata. L’idea nasce da un luogo comune inconfutabile: il pianoforte fa tanto arredamento. Anche nell’era dei lettori mp3…
[via core77]

Un breve video non ufficiale (e casalingo) per il pezzo di The Eels, My Beloved Monster. Protagonista un’affamata macchia di fuligine gigante. Gli autori sono Yves Geleyn e Julien Genoulaz. E i tetti, manco a dirlo, quelli di Parigi…
My beloved monster and me
We go everywhere together
Wearing a raincoat that has four sleeves
Gets us through all kinds of weather
[via no fat clips!!!]

Imperdibile collezione di copertine di dischi. Aldilà del bene e del male.
Questa qui sopra, che campeggiava tra i vinili acquistati dai miei genitori negli anni Settanta, ha segnato irrimediabilmente la formazione del mio immaginario…
[via wfmu]

E’ già da un po’ che ho questo filmato sul desktop. Non mi ricordo dove e quando l’ho scaricato, ma continua a farmi ridere ogni volta che lo guardo. So solo che c’è un tipo, tale HollowMen, che mima il testo della canzone Torn di Natalie Imbruglia (sketch tratto da The Comedy Central).

Due link preziosi per fare il punto sullo stato dell’arte del videoclip.
Al primo posto, rispettivamente, Sigur Ros e Aphex Twin. Ma entrambe le liste sono zeppe di cose imperdibili. Nell’immagine, uno dei miei preferiti, Evil, degli Interpol, diretto dal grandioso Charlie White (qui un servizio che racconta la sua serie fotografica più famosa, quella con l’alieno [?] Joshua).
[via greg.org]

Ve li ricordate i Supergrass? Sono tornati con un album dal titolo e dalla copertina molto ispirati. Si chiama Road to Rouen e si può ascoltare sul web, sul sito dedicato. A fare da interfaccia, neanche a dirlo, una vecchia autoradio. Avvertenza: una volta ascoltata la traccia n.5 (Coffee in the pot) non potrete mai più farne a meno. Hey!
p.s. questo è un post a blog unificati: valentinablog + andreaxmas

Anton Corbijn racconta, da più di trent’anni, una cultura di confine, che si muove tra musica ed immagine. I suoi soggetti più popolari sono le icone dello star system, che ritrae utilizzando un linguaggio scarno e minimale. Parallelamente all’attività di fotografo, verso la metà degli anni Ottanta, Corbijn comincia a dirigere video musicali; tra gli artisti con cui ha collaborato troviamo David Sylvian, Joni Mitchell, Nick Cave, Red Hot Chili Peppers, Mercury Rev, Depeche Mode, U2. Nel 1993 vince l’MTV Music Award per il miglior video dell’anno con Heart Shaped Box dei Nirvana.
Giovedi 24 novembre inaugura a Roma presso la galleria Lipanjepuntin la mostra U2&i, in cui il fotografo olandese espone il lavoro di ventitrè anni di collaborazioni con gli U2.
Di Corbijn così ha scritto Paul Hewson, in arte Bono: “Quando ho incontrato Anton per la prima volta, gli ho avanzato subito alcune richieste… fammi sembrare alto, magro, intelligente e con un grande senso dell’umorismo… Dunque vorresti essere come me, fu la sua risposta. Così è Anton Corbijn: un nuovo maestro olandese, un uomo divertente, un serio fotografo, un silenzioso film-maker capace di ballare. E allora, qual’è il suo problema? Anton, alla fine, avrebbe sempre voluto essere un batterista”.
(nella foto: U2 – Fathers and Sons, Dublin 1999)

Quei geniacci di Tokyoplastic hanno messo on line una nuova animazione in flash. Si chiama Opera Dude. Niente da dire. Solo, mi raccomando, casse accesse. E se non avete mai visto il sito non perdetene nemmeno un angolino.
[via core77]

Kim Gordon dei Sonic Youth, il videoartista Tony Oursler e il filmmaker Phil Morrison hanno realizzato un lungometraggio a sei mani. Questa la descrizione del progetto tratta dal comunicato stampa:
“Somewhere between Godard’s Pierrot Le Fou and a thundering free rock freak-out, Perfect Partner is a surreal psychodrama-cum-road movie celebrating our society’s enchantment with automobile culture.”
Cos’altro dire? Ah si, dopo alcune tappe europee il film sarà visibile anche in Italia, all’Auditorium di Roma per il Romaeuropa Festival. Il prossimo 12 ottobre.