Catenine di Sant’Antonio

Nonostante la mia storica avversione per questo tipo di catene, cedo e rispondo.

# Peso dei files musicali nel mio disco esterno: Circa 15 GB
# L’ultimo CD che ho comprato: Velvet, 10 motivi
# Canzone che sto ascoltando ora: Travis, Baby one more time
#Cinque canzoni che ascolto spesso: Gary Jules, Mad World / Starsailor, Four to the Floor / The Pixies, Where is my mind / Blur, Parklife / Talk Talk, It’s my life
# Cinque a cui passo il testimone: si accettano candidature spontanee

Seggiolette e carampane


Lo scorso weekend sono stata in Maremma per l’inaugurazione di QuattroVenti, manifestazione che si propone di coniugare arte, territorio, tradizioni, gastronomia, artigianato e quant’altro.
Il tema di quest’anno è la “sedia” come simbolo di ospitalità. Manciano, Montemerano, Saturnia e molti altri comuni sono stati invasi da una serie di sculture a forma di seggiola. Tra sedie, troni, panchine e sedione (quasi tutte enormi) spiccava per ironia e sfrontatezza la sedia di plastica di Piero Golia, mezza affondata in un pesantissimo blocco di cemento. Il suo monumento sbilenco alla sedia di plastica da giardino mi è sembrata una soluzione molto più azzeccata di tante altre (come la scontata sedia israelo-palestinese di Jota Castro, per fare solo un esempio).
Solo un’altra notazione a proposito del suddetto weekend. A cena l’ultima sera siamo stati qua, all’Hotel Ristorante “Le terme di Saturnia”. Io un posto così kitsch e malinconico non l’ho mai visto. Con tanto di piano bar con carampane ingioiellate e galleria d’arte interna in cui si svolgevano (per passatempo) aste di preziosi e oggetti d’antiquariato. Così, come alternativa al tavolo di ramino.

Viaggi nel tempo

Mettendo insieme del materiale per un intervento all’Università ho ritrovato questo:

“La sovrabbondanza di mezzi è il primo grande pericolo che l’arte deve affrontare. Quest’espressione è invero illogica (non c’è una sovrabbondanza di mezzi, ma un’incapacità di impadronirsene), ma si giustifica nella misura in cui riesce ad esprimere l’assurdità della nostra situazione. […] L’industria, la speculazione e la scienza applicata alla vita devono portare fino in fondo questo processo della dissoluzione dei tipi artistici esistenti prima che possa seguirne qualcosa di buono e di nuovo”.

(G. Semper, Scienza, industria e arte, 1852)

Mi sembra, a un secolo e mezzo di distanza, un’affermazione sulla quale riflettere.

Blogging and the Arts

Anche se fare una conferenza sui blog di questi tempi non sembra poi così originale, questa serie di incontri a cura di Rhizome mi sembra molto interessante. Esplorano il rapporto tra i blog e l’arte. E’ un argomento che mi piacerebbe approfondire. Intanto la conferenza è domani:

Blogging and the Arts – 17 maggio, New Museum, NY

*** Rhizome.org Director of Technology Francis Hwang will lead a panel discussion on Blogging and the Arts. This panel, the second in a series hosted by Rhizome.org, includes painter and web-artist Chris Ashley, painter Joy Garnett, artist and programmer Patrick May, and writer Liza Sabater. The discussion will address issues such as ways that artists are using blogs to distribute their own work, and the influence of blogging culture on political issues of interest to those in the arts. ***

UPDATE: qui c’è un resoconto della conferenza

Mi(la)nority report 2005


Anche quest’anno un salto a MiArt. Come da tradizione. La fiera moscia e piatta, tranne qualche guizzo qua e là. Molto bella invece la mostra di Steve McQueen nel patinatissimo spazio della Fondazione Prada. Che, nonostante l’omonimia con l’attore americano (che pare abbia causato una bizzarra affluenza di giornalisti convinti di trovare una mostra su mister vita spericolata) pare sia uno scorbutico omone di colore inglese. Affascinante anche l’installazione mangereccia (una casa di pane sbocconcellata da pappagallini isterici) di Urs Fischer. Tappa obbligata da MUJI in corso Buenos Aires, dove ho potuto comprare i miei generi di consumo preferiti: quelli totalmente inutili. Una serie di oggettini molto cheap and chic, ma destinati quasi tutti alla stanza permanente nella “ciotola” delle chiavi all’ingresso di casa (tranne forse la fascia per la doccia).
Nota utile: imperdibile il ristorante “Osteria della Conca Fallata“, ovvero come mangiare un’ottima cucina pugliese a Milano.
Nelle foto due opere che hanno attirato la mia attenzione in fiera: l’IPOD retrò (montato su nintendo) di Cory Arcangel e gli irresistibili quadretti di Luigi Presicce.

Come il sorbetto…

Nel bellissimo libro di interviste a Damien Hirst, appena uscito per la postmediabooks (leggetelo!), l’artista inglese parla ad un certo punto del suo collega Marc Quinn e della sua opera più famosa: un calco della sua testa fatto del suo stesso sangue congelato (nove pinte). Dice “sembra sempre che stia sul punto di sciogliersi, poi non lo fa mai. come il sorbetto.”

Veramente è dall’estate di due anni fa che circola la voce del suo scioglimento, dicono per colpa degli operai che ristrutturavano la casa del collezionista Saatchi. Hanno staccato la spina del freezer e insieme ai ghiaccioli è andata sciolta pure la testa di Quinn. Come no, e magari lo squalo di Hirst lo tiene in garage…

Voglio prendermi una laura…

E’ tempo di lauree ad honorem nel mondo dell’arte contemporanea. L’università di Trento incorona Maurizio Cattelan in Sociologia, mentre quella di Torino conferisce il titolo a Michelangelo Pistoletto in Scienze Politiche. Se dovessi scegliere io la vorrei in astrofisica…

A Trento ci vado però…e porterò foto…

Satellite evening

Su Sky Cinema 3 sabato sera c’era Fantasmi da Marte, dell’insuperabile John Carpenter. Che immagina un futuro in cui la Terra colonizza Marte, con un governo tutto femminile. Una specie di società matriarcale. I due pezzi grossi della polizia sono anch’esse donne: una di colore e una bionda tossica (le pasticche magiche la salvano dalla zombificazione). Il malvivente dal cuore d’oro è nientemeno che Ice Cube (altro che Eminem) con il coattissimo nome di “Desolazione Williams”. Nonostante l’ambientazione ‘rosso Marte’, il film è una specie di western, dove al posto degli indiani ci sono dei minatori zombificati dagli spiriti di un’antica società marziana. Per finire il quadretto, il capo di quest’orda di indiavolati è un’incrocio tra il cantante dei Kiss e Marilyn Manson. Carpenter: un uomo una garanzia.

Finito il film ho dato un’occhiata al Grande Fratello versione integrale. Che vi devo dire? Aveva ragione Bill Viola: “Life without editing, it seems, is just not that interesting”.

Ode alle dolci serate in enoteca

Signore hai fracassato la caraffa colma di vino.

Signore mi hai sbattuto la porta della vita in faccia.

Hai rovesciato per terra il vino sincero, mi venga

Un colpo se non sei un ubriacone, Signore.

OMAR IBRAHIM KHAYYAM

(Poeta persiano, XI-XII secolo)

p.s. ciao federico

Il barista salutista

Può capitare, in fondo. Può succedere che vai in un bar, ordini un caffè decaffeinato e il barista sorridente te lo fa. Poi può anche capitare che mentre lo sorseggi lui si addentri in dettagliate descrizioni sul dannosissimo processo industriale a base di ammoniaca per eliminare la caffeina. E poi prosegua su quello, anche peggiore, di sbiancamento dello zucchero. E poi ti ricordi che per digerire un comune cappuccino ci vogliono 4 ore. E che la dieta mediterranea non è così sana come dicono. Per finire con la rivelazione shock: nelle Pringles non c’è traccia di patata!

Piccole storie di ordinaria paranoia. Vero Chiara ? ;-)

Traumi tv

Afef ha sostituito la Marcuzzi a Le Iene. E la cino-spoletina Erika del Grande Fratello ha il pigiama uguale al mio. Non è tempo per me di guardare la tv.

p.s. Imperdibile il commento di Zoro alla prima puntata del GF.